A volte è bello uscire fuori dagli schemi che consigliano ad un giornale come il nostro di trattare di argomenti relativi al territorio, ma la notizia, anche se vecchia risale al 13 febbraio del 2019, ha colpito la mia fantasia e mi ha fatto riflettere sulle macchine create dall’uomo.
Il Rover Opportunity che per ben quindici anni, contro i pochi mesi previsti, ha lavorato egregiamente sul suolo marziano, si è spento, ha smesso di inviare dati.
Questo perché una tempesta, che durava da mesi, ha oscurato i sistemi del Rover impedendogli di ricaricarsi con la luce solare.
Fin qui tutto normale, era stato messo in conto, ma quello che ha colpito gli scienziati che lo seguivano, ed anche la mia sensibilità ed immaginazione, è stato l’ultimo messaggio lanciato da Opportunity.
Il piccolo Rover manteneva le comunicazioni con la terra con dei codici numerici poi tradotti dagli scienziati. L’ultimo messaggio era di due numeri, 22 e 10,8.
Il 22 indica la impossibilità di poter ricaricare le batterie, il 10,8 indica il valore dell’opacità dell’atmosfera.
Traduzione: “ La mia batteria è scarica, si sta facendo buio”, sembra l’ultimo saluto di un caro amico che sta per morire.
E allora forse anche le macchine hanno una sensibilità che le spinge ad inviare un ultimo saluto prima di spegnersi definitivamente? Fantasie lo so, ma è bello sognare un poco in questo mondo martoriato da tanti problemi ed incomprensioni.
Fonte: Passione Astronomia Gruppo
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