Già Ministro della Salute Garavaglia sottolinea l’importanza di preservare il rapporto umano nel processo di integrazione della tecnologia e dell’intelligenza artificiale nella medicina
ROMA- Al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero del 17 e 18 giugno, Mariapia Garavaglia, già Ministro della Salute e componente del Comitato Nazionale di Bioetica (CNB), ha offerto una riflessione cruciale sulla sfida della tecnologia nel sistema sanitario.
Secondo Garavaglia, la visione della persona capace di correggere la deriva tecnocratica è fondata sul riconoscimento di una dignità originaria che non deve mai essere scalfita. “Anche l’utilizzo della tecnologia, inclusa l’intelligenza artificiale — che potrà accelerare i tempi, migliorare la precisione delle diagnosi e suggerire terapie più efficaci — non deve mai compromettere la relazione tra persona e persona, medico e paziente, tra la persona e il sistema sanitario.”
L’ex Ministro ha evidenziato come né il medico né il paziente possano essere sostituiti da strumenti tecnologici. Entrambi possiedono una dignità personale, professionale e civica che va rispettata e tutelata. “Mantenendo saldo questo principio, la tecnologia non ci sovrasterà né ci renderà schiavi, ma diventerà uno strumento al servizio della persona.”
Il suo intervento ha rilanciato un messaggio di equilibrio tra progresso tecnologico e centralità dell’essere umano, richiamando la necessità di un sistema sanitario che sappia integrare innovazione e umanità.
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