Site icon Il Nuovo Terraglio

Marcorè, Zamora e gli anni 60

Neri Marcorè con Zamora è alla sua prima regia e confeziona una pellicola che, pur essendo brillante e godibile nel suo incedere, non disdegna sottili riflessioni ispirandosi al romanzo del giornalista sportivo Roberto Perrone, scomparso nel 2023.

Come eravamo negli anni 60, si respira in tutto il film un epoca che ha fatto da spartiacque profondo e veritiero a più di una generazione e Walter Vismara il protagonista (Alberto Paradossi) è il contabile di una piccola fabbrica di provincia, ma si trasferisce per necessità a Milano in un’ azienda in cui il proprietario (Giovanni Storti) ha due ossessioni, il calcio con l’Inter e la partita annuale tra scapoli e ammogliati dei suoi dipendenti.

E “il Walter”deve subito dimostrare che oltre a far di conto deve riuscire a calciare un pallone, nella fattispecie parare, come millanta di saper fare, per evitare un licenziamento prematuro.

Zamora come l’invincibile portiere, e proprio da questo incipit parte la “recherche intimista” di Marcorè che coinvolge in primis il suo personaggio, un grande portiere caduto in disgrazia che “solleva i suoi giorni” con bevute, carte e amicizie al limite. E sarà “ingaggiato” da Walter con il fine di poter diventare un dignitoso portiere.

Elvira, la sorella di Walter (Anna Ferraioli Ravel in un’ interpretazione ispiratissima), non solo lo ospita a casa sua a Milano, ma gli offre quotidianamente una bussola per non perdersi, soprattutto nelle inquietudini di cuore ove il fratello si immerge da subito senza averne la dovuta destrezza.

Perché c’è sempre una donna in ogni storia.

Zamora, un film di Neri Marcorè, con Neri Marcorè, Alberto Paradossi, Giovanni Storti, Anna Ferraioli Ravel, Giacomo Poretti, Marta Gastini.

Photo credit by F..B. Cinema Le Grazie, Bobbio

Intravisti per voi di Mauro Lama

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

Exit mobile version