Ieri, 8 agosto 2023, è ricorso il 67esimo anniversario della strage di Marcinelle, una delle più grandi tragedie minerarie della storia. In quella tragica giornata del 1956, un’esplosione nella miniera di carbone Bois du Cazier, appena fuori la cittadina belga di Marcinelle, causò la morte di 262 minatori sui 275 presenti nel turno di lavoro. Tra le vittime, 136 erano italiani, emigrati in Belgio in cerca di una vita migliore.
La causa dell’incidente fu un corto circuito che innescò un incendio nel condotto principale di entrata d’aria. Il fuoco si propagò rapidamente nelle gallerie sotterranee, riempiendole di fumo e gas tossici. I minatori rimasti intrappolati non ebbero scampo: molti morirono per asfissia o ustioni, altri per le ferite provocate dal crollo delle strutture. Solo 13 minatori riuscirono a sopravvivere, tra cui sei feriti.
La strage di Marcinelle fu il risultato di una serie di negligenze e violazioni delle norme di sicurezza da parte della direzione della miniera. Il cavo elettrico che provocò il corto circuito era vecchio e usurato, e non era stato sostituito nonostante le richieste dei minatori. Inoltre, i sistemi di ventilazione e di comunicazione erano insufficienti e mal funzionanti. Infine, la miniera era sovraffollata a causa dell’aumento della produzione richiesto dal mercato.
La tragedia scosse l’opinione pubblica belga e italiana, e sollevò una forte protesta sociale. Il governo belga istituì una commissione d’inchiesta, che concluse con l’attribuzione delle responsabilità alla direzione della miniera e alla mancanza di controlli da parte delle autorità competenti. Il governo italiano, invece, decise di sospendere il Protocollo italo-belga del 1946, che prevedeva l’invio di 50.000 lavoratori italiani in cambio di carbone. Il protocollo fu poi rinegoziato nel 1957, introducendo maggiori garanzie per i lavoratori emigrati.
Segnò profondamente la storia del lavoro e dell’emigrazione italiana. Un duro colpo per le famiglie delle vittime, che dovettero affrontare il lutto e le difficoltà economiche. Fu anche un momento di presa di coscienza per i lavoratori italiani, che si organizzarono in sindacati e associazioni per rivendicare i loro diritti e la loro dignità. Infine un’occasione di solidarietà tra i popoli belga e italiano, che si strinsero in un abbraccio fraterno.
Oggi, il sito Bois du Cazier è diventato un museo e un monumento alla memoria delle vittime. Ogni anno, il 8 agosto, si svolge una cerimonia commemorativa alla presenza delle autorità e dei parenti dei caduti. Il ricordo è ancora vivo nel cuore di chi ha perso i propri cari, ma anche di chi ha imparato a conoscere e a rispettare la storia di quei minatori che hanno sacrificato la loro vita per il carbone.
Crediti fotografici: Di Camille Detraux – http://dormirajamais.org/cincali2/
A.G.
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