Dici Mamma e inizi a vivere, figura concreta, pratica e presente. La prima che ogni bambino ha davanti a sé ed è anche la primissima parola che pronunciamo.
Ma che differenza c’è tra il termine Mamma e Madre? Al di là della mera disquisizione linguistica o da qualsiasi excursus etimologico, partendo dal presupposto che Mamma é colei che mette al mondo un figlio e Madre una rappresentazione ideale della Mamma.
“Procreare è molto facile, è naturale, biologico, mentre essere una madre è qualcosa di spirituale”. Con queste parole Osho riesce a sintetizzare magistralmente il concetto, facendoci riflettere in maniera esaustiva,
La Madre quindi può rappresentare colei che una volta astratta dal concepimento accompagna il bambino nella vita, con una presenza che anche nell’assenza diventa primaria e fondamentale.
Garbata e genitoriale, idealizzata nel suo essere, la Madre attinge nella tavolozza educativa del lavoro materno che a tutti gli effetti si propone concettualmente con la funzione formatrice, nonché di fondamentale importanza per l’accudimento primario e fisico e l’aspetto psicologico, formativo ed educativo.
Insomma al di fuori della questione dialettica, la Mamma indiscutibilmente crea e si prende cura del bimbo, la Madre si eleva a “custode” del figlio non solo per se se stessa ma per il mondo, non si può definire Madre chi ha voluto il figlio per qualcosa o anche per qualcuno.
Oggi forse tocca riflettere su questo per dare un significato importante alla festa della Mamma, scevro da ogni banale stereotipo, che molte volte cristallizza concetti senza cercare nel profondo.
Zero Biscuit di Mauro Lama
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

