Un momento di distrazione, facendo la spesa al supermercato, e il portafoglio sparisce. Con lui se ne vanno soldi, documenti, tessere e qualche ricordo. Oltre alla perdita economica resta l’amarezza e la consapevolezza che niente verrà recuperato e nessuno verrà punito
Mogliano Veneto (TV) – É accaduto sabato 25 aprile, un giorno di festa particolarmente “attivo” a Mogliano dove coicidevano vari eventi: la Festa della Liberazione, quella di San Marco e il tradizionale Mercatino dell’Antiquariato per le vie del centro. Tutto questo attrae molti visitatori e di conseguenza alcuni negozi e supermercati rimangono aperti, come in un normale sabato.
Dopo aver seguito tutta la cerimonia dedicata alla Festa della Liberazione, aver scambiato qualche parola con gli amici, mangiato qualcosa e fatto un grande giro per i banchi fornitissimi del Mercatino dell’antiquariato, mi sono concessa l’acquisto di una vecchia zuppiera in ceramica. Il vintage è sempre stato la mia passione e spesso non riesco a resistere alla tentazione.
Alla fine, a casa mancava qualcosa: l’acqua, lo yogourt, il pane, la pappa per i gatti, e allora ci stava un salto al supermercato. Chissà come sono finita in quel supermercato piuttosto distante da casa, dal quale mi ero tenuta alla larga forse proprio a causa della sua brutta fama. Molte volte avevo letto di borseggiatori all’interno e di brutta fine di portafogli, ma alle volte succede che te ne scordi.
Dopo una giornata intensa, può succedere che tu ti rilassi mentre fai la spesa, e che nonostanete tu abbia notato una persona aggirarsi tra le fila del supermercato e avvicinarsi molto al tuo carrello, quando questa si allontana, ti tranquillizzi.
E così è stato, mi attardo un attimo a guardare le padelle in offerta, ne soppeso una, poi la poso e ne prendo un’altra. Improvvisamente mi giro verso il carrello che è a pochi centimetri da me, dove dentro c’è la mia borsa. Un brivido mi attraversa la schiena mentre guardo dentro la borsa. Il portafoglio non c’è più.
Come una pazza, grido “aiuto”, corro con il carrello verso le casse e urlo: “chiudete le porte”. Creo trambusto e sgomento tra i tanti presenti in fila per pagare. Qualcuno si avvicina, mi offre aiuto. Sono tanti quelli che mi dimostrano solidarietà mentre il personale del supermercato resta indifferente e prosegue il suo lavoro.
Chiamo un ipotetico direttore. Si avvicina una donna con un tesserino penzolante sul collo che mi dice: “deve andare a fare denuncia”. Chiedo se possono chiudere le porte e la risposta è negativa.
Qualcosa di speciale
Ho la netta sensazione che per il personale in servizio, in un giorno festivo pergiunta, io sia un grande fastidio. Poi si avvicina lui, un ragazzo molto giovane, con 20 euro in mano. “Signora la pago io la sua spesa, tenga”. E mi porge la banconota. Forse pensa che io sia in difficoltà e che magari stia facendo finta di aver subito un furto perchè non ho i soldi per pagare, o magari vuole solo aiutare una persona che in quel momento si trova in difficoltà.
“Ti ringrazio tanto ma non è una questione di soldi, davvero mi hanno rubato il portafoglio e dentro c’è tutto!”. E mentre quasi mi commuo per quel gesto, lui rimette a posto la sua banconota e mi abbraccia. “Mio Dio, penso, ci sono ancora dei ragazzi così….”.
Una signora gentilissima ha già chiamato i carabinieri che in pochi minuti arrivano. Sono in due, poi arrivano altri due. Fanno un giro all’interno, poi all’esterno, scrivono, telefonano, prendono dati. Fanno il possibile ma non c’è niente, purtroppo che si possa fare. Alla fine vado a fare la denuncia al Comando.
Mai abbassare la guardia
“Mai abbassare la guardia” (in inglese “Protect yourself at all times”) è il pensiero filosofico e drammatico del film Million Dollar Baby, diretto e interpretato da Clint Eastwood. L’ho visto nel 2004 alla Mostra D’Arte Cinematografica di Venezia e mi aveva colpita molto. Il monito a non abbassare mai la guardia era ossessivo da parte dell’allenatore verso la sua giovane allieva.
Rispondere al telefono, passeggiare in un luogo affollato o semplicemente fare la spesa sono diventati momenti di forte stress. La tecnologia, quella che doveva semplificarci la vita, l’ha complicata notevolmente. Alle volte, la tecnologia assomiglia molto ad una macchina infernale che ti toglie libertà e serenità. A tutto questo si aggiunge la tradizionale malavita che opera ancor più indisturbata.
Abbiamo tutti la consapevolezza che telecamere, sistemi di controllo dati, testimonianze via social e quantaltro, nulla possano contro la macchina del crimine che continua il suo cammino senza ostacoli.
Non ci resta che la prevenzione. Uscire per andare a fare la spesa significa attrezzarsi per una piccola guerra, a cominciare dal mezzo di trasporto che scegli, all’abbigliamento che adotti, al metodo di pagamento, all’esposizione al pericolo.
E allora nascondiamo bancomat e soldi in un taschino segreto addosso a noi, oppure leghiamo il portafoglio e il telefono con una catena in vita, eliminiamo borse e zaini, e …..spazio alla fantasia. L’importante è non abbassare mai la guardia. E magari evitare supermercati con una statistica di furti da Guinness.
Quello che resta
Dopo il furto di un portafoglio contenente bancomat, soldi e documenti, nonchè carte fedeltà, biglietti dell’autobus, qualche foto e qualche ricordo, è importantissimo bloccare le carte perchè non siano usate per spese senza pin, ovvero sotto un certo importo.
Inoltre, bisogna sporgere denuncia e chiedere che siano visionate le telecamere, anche se poi non si giungerà ad alcun risultato. Bisogna bloccare anche i documenti perchè non possano essere usati da altri. E poi, rifare i documenti, il che è una bella scocciatura. E mettersi “il cuore in pace” poichè la rabbia fa male alla salute.
Dopo tutto questo disagio mi è rimasta addosso una cosa bella: la solidarietà e l’aiuto di tante persone che nell’immediatezza mi hanno soccorso come potevano. E gli amici che hanno telefonato, mandato un messaggio… e gli occhi di quel ragazzo. Grazie.
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