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Maestri in sciopero: Luca Zaia esprime piena solidarietà

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“Insegnare è una vocazione e nessuna norma può permettersi di trascurare il valore dell’esperienza. Oggi come oggi 55 mila maestre e maestri in Italia, 4 mila in Veneto, potrebbero dover smettere di insegnare perché in possesso del solo diploma magistrale. La protesta di queste educatrici e educatori, che si sono conquistati sul campo, con il lavoro quotidiano, il diritto a insegnare fondato sulla loro pluriennale esperienza, è fondata e condivisibile.”
 
Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto esprime la sua solidarietà alle maestre e maestri che, sulla base di una sentenza del Consiglio di Stato, a fine anno potrebbero perdere il posto perché non più titolate a insegnare avendo il solo diploma magistrale, e che oggi scioperano in varie parti d’Italia, tra le quali Venezia.
 
“Sono queste le situazioni che allontanano la gente dalle Istituzioni – aggiunge il Governatore – perché si finisce per mettere la norma in collisione con il buon senso. Un’insegnante che da tanti anni, giorno dopo giorno, ha maturato un bagaglio d’esperienza irripetibile sul piano didattico e del rapporto umano con ragazzi e genitori deve poter continuare a lavorare e a dare il suo prezioso apporto. Sarebbe come se in sanità si impedisse di lavorare agli infermieri più anziani perché non laureati. Rischieremmo la catastrofe in corsia e toglieremmo ai giovani che entrano il prezioso aiuto dei colleghi più vecchi, che hanno dalla loro l’esperienza acquisita affrontando i problemi in corsia, anche se non li hanno imparati sui libri”.
 
“E’ giusto pensare a strumenti che aprano ai giovani, non meno meritevoli per aver avuto la capacità di studiare e raggiungere un titolo qualificante – dice il Presidente della Regione – ma è una riforma che va fatta con gradualità, senza usare l’accetta. Se questa situazione non cambia si rischia di togliere il futuro a migliaia di educatori e contemporaneamente di mandare allo sbaraglio i più giovani che, inevitabilmente, al titolo di studio non posso abbinare l’esperienza. Preparazione scolastica e formazione umana e professionale sul campo sono due elementi distintivi della qualità. Si deve creare un’osmosi, non una frattura, tra le due caratteristiche”.

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