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Macron riunisce a Parigi la Coalizione dei Volenterosi: nuove pressioni su Mosca e sostegno rafforzato a Kiev

3 minuti di lettura

Vertice all’Hôtel des Invalides con oltre 20 leader europei. Sul tavolo il rafforzamento del sostegno militare all’Ucraina, nuove sanzioni contro la Russia e la strategia per favorire un negoziato di pace.

PARIGI – La Francia ospita oggi uno dei più importanti vertici europei dedicati al sostegno all’Ucraina. Il presidente Emmanuel Macron riceverà all’Hôtel des Invalides, a Parigi, i leader della Coalizione dei Volenterosi, il gruppo di oltre venti Paesi impegnati a coordinare il sostegno politico e militare a Kiev e ad aumentare la pressione sulla Russia.

L’incontro, organizzato alla vigilia della Festa Nazionale francese del 14 luglio, si svolge in un momento particolarmente delicato del conflitto. I recenti successi delle forze ucraine, soprattutto grazie agli attacchi in profondità contro obiettivi strategici russi e all’impiego sempre più efficace dei droni, alimentano la convinzione di diversi governi europei che Mosca possa essere costretta ad aprire una trattativa.

Prima dell’inizio del summit Macron incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per un colloquio bilaterale. Nel tardo pomeriggio è prevista una conferenza stampa congiunta alla quale prenderanno parte anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro britannico Keir Starmer.

Il precedente del vertice a quattro

L’appuntamento di Parigi rappresenta la prosecuzione del lavoro avviato dai quattro leader. Lo scorso 7 giugno Macron, Starmer, Merz e Zelensky avevano diffuso una dichiarazione congiunta nella quale avevano ribadito il sostegno “incrollabile” all’Ucraina e delineato le priorità politiche e militari per i mesi successivi.

Nel documento, i leader avevano accolto con favore i recenti risultati ottenuti dall’esercito ucraino sul campo di battaglia, in particolare la riconquista di territori occupati e l’utilizzo innovativo delle tecnologie senza pilota. Allo stesso tempo avevano condannato gli attacchi missilistici e con droni condotti dalla Russia contro le città ucraine, compreso il ripetuto impiego dei missili balistici Oreshnik, denunciando anche le incursioni di droni russi nello spazio della NATO.

Più armi, più difesa europea

La dichiarazione del 7 giugno aveva inoltre fissato gli obiettivi della Coalizione dei Volenterosi: aumentare il sostegno militare all’Ucraina, rafforzare la pressione economica sulla Russia e sviluppare una più stretta cooperazione industriale nel settore della difesa.

Tra le priorità indicate figurano l’incremento della produzione europea di missili intercettori, lo sviluppo congiunto di capacità anti-balistiche e di sistemi d’attacco a lungo raggio, oltre al rafforzamento delle capacità operative delle Forze armate ucraine. I quattro leader avevano inoltre sottolineato l’importanza di valorizzare l’esperienza maturata dall’esercito di Kiev sul campo di battaglia per migliorare la preparazione militare dell’Alleanza Atlantica e dell’industria europea della difesa.

Le condizioni per una pace “giusta e duratura”

Il documento individua anche i cinque principi che, secondo i leader europei, dovranno costituire la base di qualsiasi futura trattativa con Mosca.

Il primo è un cessate il fuoco immediato e completo, richiesto direttamente al presidente Vladimir Putin.

Il secondo prevede che l’attuale linea del fronte rappresenti il punto di partenza dei negoziati, ribadendo che i confini internazionali non possono essere modificati con la forza e che l’Ucraina mantiene il diritto sovrano di scegliere le proprie alleanze e il proprio sistema di sicurezza.

Il terzo riguarda la necessità di garantire a Kiev solide e giuridicamente vincolanti garanzie di sicurezza una volta entrato in vigore il cessate il fuoco. Tra queste rientra anche il previsto dispiegamento della Multinational Force – Ukraine, la forza multinazionale che dovrebbe contribuire alla sicurezza del Paese nel dopoguerra.

Il quarto principio stabilisce che gli asset russi congelati all’estero dovranno restare immobilizzati fino alla cessazione dell’aggressione e al risarcimento dei danni provocati dalla guerra.

Infine, qualsiasi eventuale accordo dovrà tutelare gli interessi di sicurezza europei: ogni decisione riguardante l’Unione europea o la NATO dovrà essere approvata rispettivamente dagli Stati membri dell’UE e dagli Alleati dell’Alleanza Atlantica.

Pressione diplomatica e nuove sanzioni

Alla vigilia del vertice, il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha annunciato che Parigi convocherà nei prossimi giorni l’ambasciatore russo dopo aver attribuito a Mosca una vasta campagna di cyberattacchi contro almeno dieci Paesi europei, tra cui la Francia.

Il governo francese imporrà inoltre sanzioni contro nove persone e quattro entità ritenute responsabili delle operazioni informatiche, che secondo Parigi sarebbero state coordinate dai servizi di sicurezza russi dell’FSB.

Parallelamente, a Bruxelles i ministri degli Esteri dell’Unione europea stanno discutendo il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Restano ancora aperti alcuni dossier, tra cui il divieto di determinati servizi marittimi e un ulteriore irrigidimento delle restrizioni sul gas naturale liquefatto russo.

Il doppio fronte di Parigi e Bruxelles

Il vertice della Coalizione dei Volenterosi e il contemporaneo negoziato europeo sulle nuove sanzioni rappresentano due tasselli della stessa strategia: rafforzare il sostegno all’Ucraina, aumentare il costo economico della guerra per Mosca e creare le condizioni politiche affinché il Cremlino accetti un negoziato fondato sul rispetto della sovranità ucraina e delle garanzie di sicurezza europee.

Nelle prossime ore sono attese le dichiarazioni dei leader al termine del summit, dalle quali potrebbero emergere nuovi impegni sul piano militare, finanziario e diplomatico a favore di Kiev.

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