Il Museo del ‘900 di Mestre si prepara a commemorare l’80° anniversario della Liberazione con un ricco programma di eventi culturali. Il festival culminerà con il concerto del Cuerdas Trio, un ensemble che fonde sonorità sudamericane e classiche
MESTRE. In occasione dell’80° anniversario della Liberazione, M9 – Museo del ‘900 partecipa a “Venezia è Libera. Festival della Resistenza”, promuovendo un ciclo di appuntamenti culturali che si svolgeranno nell’Auditorium Cesare De Michelis dal 24 al 29 aprile 2025. Il calendario propone spettacoli teatrali, concerti, presentazioni editoriali e incontri pubblici, coinvolgendo studiosi, artisti e testimoni per raccontare la Resistenza in tutta la sua complessità storica, culturale e civile.
Attraverso linguaggi differenti e una pluralità di sguardi, il programma intende rilanciare il valore della memoria come strumento di conoscenza, consapevolezza e partecipazione, soprattutto tra le giovani generazioni, e ricordare il contributo coraggioso di donne e uomini che hanno lottato per la libertà e la democrazia. Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione della memoria collettiva promosso da M9, da sempre impegnato nel racconto del Novecento italiano e nella costruzione di una cittadinanza attiva, solidale e inclusiva, attraverso un’offerta culturale rivolta a tutta la comunità.
Dopo il debutto di giovedì 24 aprile con lo spettacolo riservato alle scuole La più bella Resistenza, il Museo ospiterà nell’Auditorium Cesare De Michelis, venerdì 25 aprile alle ore 19, il concerto di Cuerdas Trio, ensemble composta da David Beltran Soto Chero alla chitarra classica, Mario Cardona al charango e Giorgio Scarano alla chitarra classica, elettrica e al setar. Il repertorio del Trio è costituito da continui intrecci musicali che si esprimono sia attraverso una strumentazione originale che accosta la chitarra classica ed elettrica al charango, sia attraverso l’interpretazione dei tanti ritmi ed espressioni che caratterizzano le diverse culture musicali dei paesi latinoamericani di lingua spagnola.
Nel corso della performance il Trio, accompagnato eccezionalmente dal violinista Nicola Manzan, eseguirà i brani resi famosi in Italia dagli Inti illimani durante il periodo del loro esilio a Roma, dopo il colpo di stato del 1973 in Cile, che poneva fine all’esperienza democratica del governo di Salvador Allende. Accanto a questi, verranno riprodotti altri brani significativi come Danza, Pascua linda, Mis llamitas, Subida, Run Run se fué pa’l norte di Violeta Parra, e il grande inno El pueblo unido Jamas serà Vencido. Oltre a questi temi famosi, il Trio interpreterà brani propri come la Suite IV in cui la musica descrive tra eleganti armonie e silenzi il dramma dell’abisso scavato dall’avidità dell’uomo che chiede perdono per aver distrutto ogni speranza; Medicharango è invece una suite composta da tre brani che nelle melodie e nelle armonie si ispira al Mediterraneo, mare culla di culture millenarie, teatro di scontri, migrazioni e tragici naufragi, ma anche di incroci di culture, popoli e civiltà: in questa suite vengono simbolicamente suonati assieme strumenti come il charango, la chitarra elettrica e il setar persiano. Con Gentile, una breve ninnananna, il gruppo termina ogni suo concerto per riscoprire la gentilezza come valore di comprensione, attenzione e rispetto per gli altri.
Cuerdas Trio si è formato nel gennaio del 2024. Nel suo primo anno di vita ha svolto attività concertistica in Italia e all’estero. Ha partecipato a diversi programmi radiofonici tra cui un’intervista nel programma Zaza di RAItre in cui è stato presentato il suo primo lavoro discografico, il CD “Gentile”.
Nicola Manzan è un violinista e polistrumentista trevigiano. Attivo dal 1996, ha pubblicato svariati album e collaborato dal vivo e in studio con molti artisti della scena italiana ed internazionale, spaziando tra i generi più disparati, dalla musica classica al rumore puro (Baustelle, Il Teatro degli Orrori, Zen Circus, Jesu, Ligabue). Dal 2005 porta avanti il progetto di musica sperimentale BOLOGNA VIOLENTA con cui si è esibito in Italia e in Europa.
Appuntamenti successivi:
Sabato 26 aprile – ore 17 (ingresso libero fino ad esaurimento posti)
Incontri d’autore per “Venezia è Libera. Festival della Resistenza”
Presentazione del volume a cura di F. Focardi e S. Peli, “Resistenza. La guerra partigiana in Italia (1943-1945)”, Carocci, 2025
Intervengono Filippo Focardi e Isabella Insolvibile
Senza guerra partigiana, senza un esercito di volontari disposti ad assumere su di sé l’arduo compito di combattere, uccidere e farsi uccidere, non si sarebbe realizzata la più importante cesura della storia italiana, ma essa è stata via via edulcorata e di fatto sostituita da una narrazione più rassicurante, sul modello della Resistenza come “secondo Risorgimento”. Una raffigurazione che ondeggia tra un esaltante paradigma vittimario e un’illusoria inclusività, in una visione corale che associa la resistenza in armi dei militari e dei partigiani alla resistenza senz’armi dei civili, di uomini, donne e sacerdoti prodighi di aiuto verso i partigiani, i prigionieri di guerra alleati e gli ebrei braccati dai persecutori. I sedici saggi raccolti nel volume mettono a frutto il meglio di quanto una consolidata storiografia, nuove sensibilità e innovativi approcci disciplinari offrono a chi voglia comprendere e approfondire la vicenda, breve quanto intensissima, della guerra partigiana.
Evento organizzato in collaborazione con IVESER – Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della Società contemporanea.
Lunedi 28 aprile – ore 20.30 (ingresso libero fino ad esaurimento posti)
Pensare la Resistenza oggi
Presentazione del volume a cura di Chiara Colombini e Carlo Greppi, “Storia internazionale della Resistenza italiana”, Laterza 2024
I due curatori dialogano con Claudio Panzavolta, autore del libro “Lascia stare i morti. Un’indagine di Ciparisso Briganti” (Ponte alle grazie, 2025). La Resistenza in Italia è stata anche una guerra civile tra italiani, ma lo è stata all’interno di una guerra europea e mondiale. Ed è per questo che tra i partigiani troviamo combattenti di moltissimi paesi diversi che lottarono assieme contro il nazismo e il fascismo. Nella Resistenza italiana, parte integrante di un conflitto globale che travolge i confini nazionali e spazza vite e destini ai quattro angoli del pianeta, hanno combattuto migliaia di persone – non meno di 15-20.000 – che italiane non erano.
Le nazionalità sono decine: statunitensi e britannici, neozelandesi e sudafricani, jugoslavi e francesi, libici, etiopi, eritrei e somali, e poi tedeschi, sovietici, polacchi, cecoslovacchi, ebrei stranieri. Sono spinti alla lotta da una pluralità di motivazioni e da una molteplicità di percorsi individuali, che vanno dall’internazionalismo consapevole – di chi ad esempio ha alle spalle la guerra di Spagna e una lunga militanza politica – alla semplice ricerca di una via di salvezza individuale.
Evento organizzato in collaborazione con IVESER – Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della Società contemporanea.
Martedi 29 aprile – ore 17.30 (ingresso libero fino ad esaurimento posti)
Liberazione e Costituzione: patrimonio dei giovani
Il Presidente dell’ANPI Gianfranco Pagliarulo si confronta con i giovani di associazioni e movimenti.
Conduce il dibattito il giornalista e scrittore Roberto Reale.
Evento organizzato in collaborazione con ANPI Provinciale Venezia .
Link per il cartellone completo del Festival
www.iveser.it/2025/03/22/venezia-e-libera-festival-resistenza-80/
Tutti gli incontri si svolgono in Auditorium Cesare De Michelis.
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