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Luglio rovente, per l’aria condizionata le famiglie veneziane hanno sborsato il triplo

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Tre giornate con temperature medie di 30 gradi, cosa mai successa nello stesso periodo del 2021. Poi, 16 giorni con “massime” dai 31 gradi in su (due addirittura con 35 gradi dichiarati), contro le tre dell’anno passato, sette giorni di “maltempo” rispetto ai 16 del 2021. Bastano questi numeri per descrivere al meglio il caldo rovente del luglio appena trascorso a Venezia durante il quale si sono registrati mediamente circa due gradi in più dell’anno precedente. Conseguenze? Tutto ciò si tradurrà per le famiglie in un vero e proprio salasso legato all’utilizzo dell’aria condizionata e dei ventilatori che quest’anno hanno conosciuto un vero e proprio boom di fronte all’impennata dei prezzi dell’energia.

In pratica, secondo i calcoli dell’Adico, le famiglie veneziane pagheranno quest’anno circa il triplo rispetto all’anno passato. Vediamo. Prendendo a esempio due monosplit inverter modello 35 (12.000 btu, i più diffusi), che consumano circa 0,8 chilowatt all’ora, e considerando di averli tenuti in funzione per otto ore (quelle notturne) nei giorni con temperature media uguali o superiori ai 25 gradi, il calcolo è presto fatto. Se a luglio 2021 si erano sborsati in media 51 euro (20 giorni sopra i 25 gradi) quest’anno la spesa è lievitata a circa 145 euro (27 giorni over 25 gradi). Quasi tre volte tanto.

“Sappiamo che nei periodi estivi l’aria condizionata influisce sui bilanci delle famiglie – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Mai come oggi, però, il connubio fra prezzi dell’energia alle stelle ed estata molto calda si trasforma in una stangata per un terzo delle famiglie veneziane, quelle che utilizzano il condizionatore. Avevamo fatto un calcolo a inizio estate, prendendo in esame le temperature dello scorso anno. Adesso abbiamo confrontato, elaborando i dati del sito meteo.it, le reali temperature registrate a luglio che sono decisamente superiori rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Alla fine – conclude Garofolini – la spesa sarà purtroppo ben superiore a quanto preventivato nella nostra precedente indagine”.  

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