L’ex capitano della Nazionale italiana Luca Bigi si ritira dal rugby giocato a 35 anni. Collezionati 48 caps tra il 2017 ed il 2023
Il rugby italiano ha vissuto vari capitoli fondamentali nella sua centenaria storia. Il capitano più iconico degli ultimi anni è stato di certo Sergio Parisse, il primo e unico giocatore italiano ad essere inserito nella Hall of Fame del rugby mondiale. Da novembre 2021 la nuova giovane Italia che tante soddisfazioni ci sta dando è invece guidata da Michele Lamaro.
In mezzo tra questi due campioni c’è stato il breve regno di Luca Bigi, capitano dal 2019 al 2021. Il trentacinquenne tallonatore del Valorugby Emilia che con i suoi 48 caps è stato un titolare fisso per ben sei anni in Nazionale. Ed è notizia di queste ore che il numero 2 reggiano, già fuori dal giro azzurro dal 2023, ha deciso di abbandonare il rugby agonistico.
Bigi è cresciuto nelle giovanili del club emiliano con cui ha debuttato in Serie A per poi vestire le maglie di Viadana e Petrarca e, da lì, approdare nell’attuale URC prima con Benetton Rugby e poi con Zebre Parma. Infine il ritorno a casa dove ha concluso la carriera vincendo il primo titolo di Campione d’Italia.
La Nazionale
La sua carriera con la maglia azzurra è iniziata durante il tour nel Pacifico del 2017 dove ha debuttato (Azzurro n. 670) sotto la guida di Conor O’Shea il 10 giugno a Singapore, nel primo test-match estivo contro la Scozia, partendo dal primo minuto e conservando la maglia da titolare anche nei due successivi incontri di Suva contro le Fiji e di Brisbane contro l’Australia.
Da lì fino al 2021 è stato quasi sempre la prima scelta dei tecnici O’Shea, Smith e Crowley per la maglia numero due di tallonatore titolare. Proprio sotto la guida di Franco Smith è stato Capitano della Nazionale (il 67 della storia azzurra), rilevando i gradi dopo la Rugby World Cup giapponese del 2019 da Sergio Parisse.
In due annate difficile caratterizzate dalla pandemia tra il 2020 e il 2021, ha guidato gli Azzurri in due campagne del Guinness Sei Nazioni e per un totale di tredici test-match. Con l’avvento poi di Kieran Crowley sulla panchina dell’Italia, la fascia è passata all’attuale capitano Michele Lamaro.
Le dichiarazioni
Queste le parole del Presidente della FIR, Andrea Duodo: “Voglio congratularmi con Luca per la sua carriera, ma soprattutto ringraziarlo per il coraggio e il senso di responsabilità che ha dimostrato durante il proprio capitanato. In un profondo momento di trasformazione e ricambio generazionale del gruppo azzurro, reso ancor più complesso dalle circostanze storiche senza precedenti, Bigi ha guidato l’Italia sul campo in un contesto eccezionale, attraverso il delicato periodo della pandemia, contribuendo a indirizzare e formare una nuova generazione di atleti che, oggi, sta regalando al rugby italiano uno dei suoi migliori momenti. A nome mio personale e del Consiglio che ho il privilegio di presiedere, lo ringrazio per essere stato un punto di riferimento e un modello per tanti giovani che, oggi, costituiscono la spina dorsale della nostra Nazionale e gli auguro i migliori successi per le sfide che lo attendono nella sua nuova carriera lontano dal campo”.
L’ex capitano azzurro Luca Bigi ha commentato: “Sono profondamente grato per tutto ciò che il rugby mi ha dato, un percorso fatto di sacrifici, legami autentici ed emozioni che porterò sempre con me. Ogni traguardo raggiunto insieme ai miei compagni è una storia condivisa, capace di lasciare il segno. L’ultima parte di questo cammino, come l’inizio, parla reggiano e sono orgoglioso di aver chiuso la carriera con il titolo di Campione d’Italia con il Valorugby. Aver raccolto il testimone di Capitano da Sergio Parisse e aver avuto l’onore di guidare la Nazionale è stato il privilegio più grande della mia carriera. Sono stati due anni intensi, di profondo cambiamento, che mi hanno fatto crescere come giocatore e come uomo. Sarò sempre riconoscente a Franco Smith per la fiducia che mi ha dato. Guardo l’Italia di oggi, solida, brillante e matura, provando orgoglio nell’aver contribuito a questo percorso”.
Photo Credits: Federugby.it
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