Nove stampe dell’artista trevigiano arricchiscono gli spazi del Ca’ Foncello per portare colore, speranza e serenità ai piccoli pazienti
TREVISO – Un gesto di bellezza e solidarietà ha raggiunto la Pediatria dell’ospedale Ca’ Foncello. L’artista trevigiano Manuel Giacometti ha donato al reparto nove digigrafie, riproduzioni di sue opere realizzate nell’ambito della street art in diverse città europee.
Le immagini raffigurano una bambina e un bambino, simboli di innocenza e futuro, che veicolano un messaggio semplice e universale: “Love is Key”, l’amore è la chiave. Le opere saranno collocate negli spazi tra Pediatria e Neurochirurgia, con l’obiettivo di rendere l’ambiente ospedaliero più accogliente per i piccoli pazienti e le loro famiglie.
Alla consegna erano presenti il direttore generale Francesco Benazzi, la dottoressa Paola Moras per la Pediatria, il dottor Diego Mugno per la Neuropsichiatria Infantile e il coordinatore infermieristico Antonio De Faveri, a testimonianza del valore condiviso di un’iniziativa che unisce più reparti.
“Il mio desiderio – ha spiegato Giacometti – è portare amore, gioia e spensieratezza, anche solo per un momento, ai bambini e ai genitori che vivono il reparto. Sono nato a Treviso e voglio restituire qualcosa alla mia comunità: non con una donazione economica, ma con l’arte, che è la mia vita”.

Le opere donate appartengono a una collezione che segna l’inizio del percorso creativo dell’artista, oggi riconosciuto anche a livello internazionale. Tra le sue esperienze più significative, la partecipazione al Tirana Mural Fest 2022, dove ha dipinto una grande facciata nel cuore della capitale albanese portando lo stesso messaggio: Love is Key.
Il direttore generale Benazzi ha espresso la gratitudine dell’Azienda sanitaria, sottolineando “la forza di un messaggio di amore e pace che, attraverso l’arte, può donare serenità e speranza a chi affronta momenti delicati in ospedale”.
Un dono che trasforma i corridoi del Ca’ Foncello in spazi di luce e colore, ricordando che l’arte può essere cura e che l’amore resta la chiave.
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