Lorenzo Maria Monti, il solo veneto ad esporre a Palazzo Mora nella mostra “Personal Structures – Identities”, in occasione della Biennale di Venezia 2019

Mancano pochi giorno all’inizio della quinta edizione della mostra “PERSONAL STRUCTURES – Identities” che sarà ospitata e promossa dall’European Cultural Centre Italy dall’11 Maggio al 24 Novembre a Venezia in occasione della Biennale di Venezia 2019.

Lo spettacolo sarà inaugurato il 9 e il 10 maggio dalle 18:00 alle 22:00 a Palazzo Mora e Palazzo Bembo e dalle 17:00 alle 20:00 nei Giardini Marinaressa. Accanto alle aperture, una serie di spettacoli e conferenze organizzate dagli artisti si svolgeranno nelle nostre sedi.

Verranno presentati lavori creati con grande varietà di tecniche, sia da professionisti di fama internazionale che da artisti emergenti con l’obiettivo di dare vita tramite le proprie opere a ad una riflessione personale e soggettiva sui temi di Tempo, Spazio ed Esistenza.


L’ECC-Italia ospita un gruppo di padiglioni nazionali della Biennale di Venezia: i paesi di Seychelles, Kiribati e Mozambico.

Tra gli artisti emergenti ne spicca uno in particolare tra le esposizioni che si terranno nella sede di Palazzo Mora: Lorenzo Maria Monti, unico esponente veneto tra tantissimi artisti provenienti da ogni parte del mondo.

Lorenzo Maria Monti presenterà il progetto “VITRUM SPATIALIS”, seguito dalla curatrice Federica Recchia. Progetto nato dall’osservazione delle immagini NASA dello spazio, realizzate con il telescopio HUBBLE. Un mondo così lontano e invisibile ad occhio nudo ma estremamente affascinante che, fin dai tempi antichi, ha attratto e nutrito l’immaginazione e la fantasia dell’uomo.

Attraverso l’uso dei crogioli di cristalli di Murano e la luce, l’artista ha trovato un modo per riportare quell’universo più vicino a noi.

Con la tecnica del Macro Light Painting egli coglie un punto del crogiolo, con accuratezza ne mette a fuoco ogni dettaglio, graffio, bolla e con uno scatto a lunga esposizione lo fotografa giocando, in quei lunghi secondi  di apertura del diaframma, con le luci.

L’effetto ottenuto richiama sia nei colori che nelle profondità lo Spazio con le sue tempeste solari, i pianeti e le galassie inesplorate. Ciò che è nell’interesse dell’artista è che l’immagine non abbia solamente un effetto estetico impattante, grazie anche alla scelta di un metodo di stampa molto particolare su supporto in metacrilato che dona maggiore profondità e una sensazione di tridimensionalità, ma che dia anche libertà all’immaginazione e all’interpretazione dell’osservatore. L’intento  è quello di stimolare una riflessione e movimentare l’esperienza di colui che si lascia catturare dai colori e dalle forme. Nel momento in cui osserviamo la foto, il nostro cervello rielabora l’immagine in base allo stato d’animo, al momento della giornata e dai raggi del sole che colpiscono la stampa e ogni sguardo diviene un’esperienza nuova nella quale i dettagli appaio improvvisamente, lasciandoci stupiti.

UNA FOTOGRAFIA IMMAGINARIA

I cambiamenti  che si sono attuati nel tempo, nei modi di fare arte comportano motivi pratici, ma rivelano anche un mutamento del sentire e del percepire collettivo.

Il suo interesse per la fotografia non è solo nel complesso ma è legato anche all’influenza che essa ha sul nostro cervello e nella percezione del mondo. La sua opera crea un cortocircuito tra l’atto di guardare e quello di pensare criticamente le immagini, interrompendo il rapporto spontaneo tra spettatore e rappresentazione nella moderna società dei Selfie. Dall’osservazione dei suoi lavori, affiora un importante elemento: il duplice ruolo della fotografia; non solo mero mezzo espressivo come “traccia della realtà, una matita della natura” citando William Fox Talbot, ma anche campo di ricerca e riflessione in quanto medium, offrendo un approccio più concettuale alla ricerca artistica ed aprendo la superficie ad una continua indagine.

In “Vitrum Spatialis”, Lorenzo Maria Monti ha tradotto questa idea in una “rielaborazione” delle immagini NASA esistenti, per rappresentare un’altra visione dello spazio.

Un paesaggio immaginario ove vi è il desiderio di scoprire elementi nascosti e di interagire con i cristalli di vetro e le fonti luminose trasformandoli in qualcosa di estetico. Il suo lavoro richiede l’uso di metodi alternativi, spesso inventati. I materiali sono sistematicamente alterati,  creando immagini astratte riccamente policrome che evocano il cosmo. Questa pratica, incentrata sul processo, crea lavori a metà tra l’astratto e il figurativo, opere immaginarie che ci appaiono allo stesso tempo realistiche.

La semplicità e la natura concettuale delle fotografie incoraggiano lo spettatore a esplorare le singolari caratteristiche della fotografia come mezzo basato sul transfert della luce.

BIOGRAFIA

Lorenzo Maria Monti

Nato a Conegliano Veneto, Treviso 31.01.1981.

Si appassiona alla fotografia già in tenera affinando, nel tempo, la sua naturale predisposizione alla cura del dettaglio, alla lettura dell’immagine e all’interpretazione dell’elemento visivo sviluppando un approccio scientifico con cui penetrare il mondo.

Nei suoi lavori universi esistenziali, storie infinite, vengono catturate nell’inquadratura e congelate in quell’istante in cui, come nella pausa di un respiro, si trattiene l’eternità dell’esistere. L’osservatore viene proiettato all’interno del mondo del fotografo, in un’istantanea condivisione.

Lorenzo Maria Monti ha soggiornato, vissuto e lavorato in città molto diverse tra loro: Venezia, Barcellona, Ibiza, Miami, Las Vegas, Londra.

Ha partecipato, a giugno 2018 alla mostra PARATISSIMA di Milano , “Through the Black Mirror”.

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Ultima modifica il May 6, 2019, 5:31 pm

Valentina Nespolo

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