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Mente e Vita

Rubrica di psichiatria a cura di
Franco Garonna

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Lo stigma

2 minuti di lettura

Secondo il dizionario della lingua italiana Treccani, la parola stigma deriva dal greco, letteralmente “puntura”, e significa marchio, macchia, incancellabile, oppure segno distintivo che comporta l’attribuzione di qualità negative, socialmente oggetto di discredito e disapprovazione.

Lo stigma della malattia mentale è il principale problema di ritardo nella richiesta di aiuto, di differimento e resistenza alle prescrizioni, di interruzione volontaria o di auto somministrazione di terapie, spesso inappropriate e al di fuori di un controllo medico. La malattia mentale è comunemente sentita come una fragilità costituzionale e non soggetta a riparazione o cure efficaci. “La malattia mentale non guarisce”, questo è ciò che viene ritenuto normalmente. O peggio, “la malattia mentale è un vizio della mente, una anomalia sociale, una devianza irriducibile”.

Le leggi italiane prevedono che il malato mentale non sia imputabile né punibile, in caso che commetta reati di qualsiasi tipo. La legge parla esplicitamente di “vizio di mente, parziale o totale”, “incapacità di agire”, “incapacità di intendere e di volere”.
E’ chiaro da queste premesse che il “malato mentale” è considerato privo delle facoltà che rendono la persona libera e responsabile di ciò che fa, di ciò che pensa e dice. Nessuna altra malattia possiede tale “stigma”.

All’interno della categoria dei “disordini mentali” sono comprese diverse condizioni patologiche, distinte per gravità, pervasività, persistenza nel tempo, disponibilità ed efficacia delle cure. Ma la connotazione di “malato mentale” resta un unicum identificativo, con valore negativo sotto il profilo del suo rendimento e del suo adattamento sociale.

Lo stigma non viene avvertito dal malato che soffre di disturbi mentali, certamente non allo stesso modo con cui è avvertito dagli altri. Solo chi soffre o ha sofferto di tali disturbi, riesce a comprenderne la portata in termini di sofferenza soggettiva e intersoggettiva, e non in termini di stigma.

La mente con la sua capacità di dominare e organizzare il tempo e lo spazio in cui storicamente essa vive è un organo del corpo. Ma non ha un suo luogo particolare di reperimento. E’ un organo con delle funzioni, di cui molte ancora sconosciute, delocalizzato in quanto presente in ogni parte dell’organismo e presente anche nello spazio al di fuori del corpo. Questo è il motivo per cui l’unica prospettiva in cui si può comprendere come la mente funzioni o come non funzioni resta attualmente quella bio-psico-sociale.

Sta proprio in questa triplice rappresentazione della struttura mentale, bio-psico-sociale, la radice profonda dello stigma, di cui è oggetto. Aspetti biologici, psicologici e sociali sono tutti rappresentati in quel sistema che noi genericamente chiamiamo salute o malattia mentale. Un disordine della mente può essere temporaneo o persistente, pur sempre inscindibile dal contesto e dalle situazioni. Curare i disturbi mentali e ridare salute laddove c’è malattia è incidere su un complesso sistemico nel quale la parte strettamente di interesse medico occupa una porzione limitata.

Stigmatizzati non sono solo gli individui malati di mente né le malattie mentali che essi sopportano. Lo stigma è rivolto alla mente, le cui funzioni ci spaventano quando sono nascoste e inspiegabili. Mostriamo senza vergogna le piaghe del corpo, ma abbiamo vergogna di mostrare le ferite dell’animo. La mente con le sue funzioni è il vero oggetto dello stigma.

Si può e si deve superare lo stigma, accettando il principio che ogni individuo è composto di parti sane e di parti malate, e che, anche nelle malattie più gravi e devastanti per la mente e per il corpo, esiste sempre una parte sana con cui si possa e si debba interagire. Curare il malato mentale vuol dire evidenziare e potenziare le sue parti sane, accettare la umanità delle sue parti malate, perseguire l’obiettivo di una guarigione sempre possibile.

Franco Garonna psichiatra e psicoterapeuta,
Direttore Sanitario della Casa di Cura Park Villa Napoleon

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