Lo schiaffo di Anagni è il più celebre episodio di oltraggio a un pontefice.
ANAGNI. Siamo nel Medioevo, durante un consueto dissidio internazionale e personale. Il Papa, Bonifacio VIII, si trova ad Anagni, la sua sede preferita perché parte dei possedimenti della sua famiglia: i Caetani, potente casata patrizia romana originaria di Gaeta. Confinanti con i domini personali del Papa ci sono i suoi antagonisti storici, altrettanto potenti: i Colonna.
All’epoca i Papi provenivano dalle grandi famiglie patrizie romane. I conclavi non erano solo preghiere e invocazioni allo Spirito Santo, ma anche intrighi e conflitti sanguinari. Non si badava né alle parole né all’uso delle armi, se necessario. Il mondo era decisamente più piccolo, ma non meno contrastato di oggi. Oltre al Papa c’erano l’Imperatore e i Re: un contesto in cui la guerra era costante, fatta di lotte per il potere e la supremazia, ma anche di interessi personali e familiari.
In questa cornice si svolge l’episodio dello schiaffo. I protagonisti sono il Papa e Sciarra Colonna, alleato di Filippo il Bello, Re di Francia e nemico giurato del Pontefice. Non è stata la prima né l’ultima volta che i Papi sono stati umiliati e oltraggiati. Basti ricordare l’invasione dei territori pontifici da parte dei Savoia, o, prima ancora, Napoleone e la Repubblica Romana di Mazzini. Tutto il nostro Risorgimento ha comportato una ripetuta violazione del diritto internazionale.
Non dobbiamo dunque scandalizzarci di ciò che avviene oggi. Gli eventi politici sono complessi e difficilmente valutabili con obiettività e ragione perché, come disse Napoleone, è la Storia che ragiona, non l’Uomo. Lo “schiaffo”, in fondo, è una costante che cambia solo interpreti.
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