Italian flag
ItaliaSlide-mainSport

L’Italia dei giovani è seconda

8 minuti di lettura

Agli Europei indoor di Apeldoorn una giovane Italia conquista il secondo posto nel medagliere. Primo oro azzurro femminile nella velocità con Zaynab Dosso

APELDOORN – Se le aspettative per gli Europei indoor di Apeldoorn erano alte, la resa è stata ancora meglio. L’atletica azzurra torna dall’Olanda con tanta consapevolezza in più. Tre ori, un argento e due bronzi per un conteggio di sei medaglie complessive che valgono il secondo posto nel medagliere dietro solo ai padroni di casa (7 ori e 2 argenti) e davanti alla Norvegia (3-1-1).

Un risultato storico che va a pareggiare il miglior piazzamento di sempre arrivato a Birmingham nel 2007 e a eguagliare il computo finale di medaglie d’oro conquistato solo in quell’edizione e nel 1982. A questi vanno aggiunti i quarti posti di Coiro, Tecuceanu e Lando, più il quinto (solo per un nullo altrimenti sarebbe stato bronzo) della capitana Roberta Bruni.

Ma non è solo questo a rendere grande l’impresa. Sono i margini di miglioramento che questa Nazionale possiede a renderla ancora più speciale. Tutti i medagliati infatti sono giovanissimi con l’eccezione del ventinovenne Andy Diaz bronzo Olimpico a Parigi 2025, e a parte lui e Furlani, per tutti è stato il primo risultato importante nei tornei Senior. Il futuro dell’atletica italiana è già presente. E ora occhio ai Mondiali indoor di Pechino tra quindici giorni. Le soddisfazioni sono appena iniziate.

Furlani argento con rimpianto

Mattia Furlani ci credeva. Grazie anche all’assenza del campione di tutto Miltiadis Tentoglou, per quanto battuto nemmeno un mese fa a Torun, ma soprattutto per quello stato di forma che lo ha reso il recordman stagionale indoor con il suo 8.37. Per quanto abbia solo vent’anni sembrava essere la volta buona per mettersi al collo la prima medaglia d’oro dopo gli argenti ai Mondiali indoor di Glasgow e agli Europei di Roma più il bellissimo bronzo alle Olimpiadi di Parigi.

Invece sul gradino più alto del podio a salire è il bulgaro Bozhidar Saraboyukov saltato a 8.13, seguito dall’azzurro e dallo spagnolo Lester Lescay entrambi a 8.12. Un risultato comunque da non denigrare, anzi. Vista la sua giovane età, Furlani ha già un palmares da urlo e questa era la sua prima gara importante con la nuova rincorsa. Aggiungiamoci che il feeling con la pedana olandese non è mai scattato.

Per la stella nascente 2024 dell’atletica mondiale un primo salto nullo, seguito da un 8.10 che lo inserisce al secondo posto tra i due spagnoli Lescay (8.12) e Guerra (8.06). Furlani salta oltre il limite altre due volte e infine decide di staccare a una distanza di ben 24 centimetri dal piatto. È l’8.12 che vale comunque la medaglia avendo un secondo risultato migliore rispetto allo spagnolo.

Manca ancora un ultimo turno e la sorpresa arriva dal bulgaro Saraboyukov con un 8.13 che vale oro. L’azzurro ci riprova, anche questa volta batte distante ma atterra a 8.09. Arriva comunque la prima medaglia italiana della rassegna.

A fine gara Furlani ha commentato:

“Sono più arrabbiato che amareggiato perché valgo misure molto migliori di queste, ma stasera ho litigato con la rincorsa: ho sbagliato io la gara. Nello sport ci sta, soprattutto nelle discipline tecniche. È comunque una medaglia internazionale, è sempre importante, ci saranno altre tappe più prestigiose di questo Europeo. Durante la gara ho provato a risolvere i problemi con la rincorsa, l’ho spostata di oltre un metro indietro, ogni salto la ricalibravo. Purtroppo è andata così. Questa serata mi insegna tantissimo: come gestire la rincorsa, come interpretarla. A Nanchino non sarà un riscatto, non c’è niente da riscattare perché è quello l’appuntamento più importante. Tra due settimane saremo lì per cercare di dare il massimo con tutti i migliori al mondo”.

Il sabato azzurro

È nella giornata di sabato che arrivano le maggiori soddisfazioni per gli azzurri. Prima il doppio podio nel salto triplo con Andy Diaz oro e Andrea Dallavalle bronzo, poi il più giovane della squadra, Matteo Sioli, vince il bronzo nel salto in alto. Infine il primo oro Senior per Larissa Iapichino nel lungo.

Diaz e Dallavalle

La prima medaglia d’oro arriva da Andy Diaz. A sedici anni e un giorno dal successo del suo allenatore Fabrizio Donato a Torino 2009, l’azzurro prende la testa della gara e diventa World Lead grazie al suo 17,71 a soli due centimetri dal record italiano indoor. Secondo il tedesco Max Hess con un eccellente 17,43. Terzo il redivivo Andrea Dallavalle con 17,19.

La seconda manche vede entrambi gli azzurri saltare nullo con il francese Thomas Gogois (16,51) che si prende la terza posizione.

È proprio quest’ultimo a partire meglio con un primo salto subito a 17 metri esatti. Il tedesco lo supera con subito il carico da 90 che migliora di due centimetri il suo primato stagionale. Diaz invece sbaglia il salto e atterra al terzo posto con 16,37. Dallavalle risponde con un 17,19, Diaz con 17,05 regalando ben 22 centimetri allo stacco.

Entrambi scelgono di non saltare alla quarta prova, poi Diaz fa il salto della storia a 17,71, a soli quattro centimetri dal suo record italiano all’aperto e a due da quello indoor detenuto ancora da Fabrizio Donato. Dallavalle ci riprova con 16,84 ma è il salto precedente che basta per tornare sul podio a tre anni di distanza dall’argento all’aperto conquistato a Monaco di Baviera nel 2022.

A fine gara è palpabile la gioia dei due azzurri. Diaz ha commentato così il suo splendido primo oro:

“Volevo sentire l’inno di Mameli perché era questo il mio sogno da quando sono arrivato in Italia. Emozionato per una gara difficile ma divertente, abbiamo aggiustato un po’ la rincorsa e anche l’ansia per riuscire a fare il salto giusto. Ho vinto l’oro europeo indoor come il mio allenatore Fabrizio Donato, ma l’ho battuto come misura… e ringrazio il capitano Dallavalle, mi ha aiutato a gestirla. All’ultimo salto ho lasciato un messaggio, sappiamo quali sono i miei obiettivi”.

Raggiante Andrea Dallavalle: “È la mia rinascita dopo due anni tosti. Felicissimo per quello che significa questo bronzo. Potevo fare anche qualcosa in più, mi sono un po’ incartato nei salti successivi, ma per essere la seconda gara dell’anno va benissimo. Qui puntavo a confermarmi sui livelli del personale, voleva dire andare a medaglia. Era la legge della finale e anche oggi non sono un fuorilegge! C’è tanta stima reciproca con Diaz, è un lavoro di squadra”.

Iapichino nella storia

A 27 anni dalla vittoria di mamma Fiona May agli Euroindoor di Valencia, Larissa Iapichino riesce nell’impresa di vincere il suo primo oro Senior. Un salto a 6,94 che porta la 22enne fiorentina a solo 3 centimetri dal suo record e che le fa aggiungere la medaglia più bella al suo palmares che può contare già di due argenti europei, l’indoor a Istanbul 2023 e all’aperto di Roma 2024.

Regina d’Europa per la terza volta dopo il titolo Under 20 nel 2019 e Under 23 nel 2023, Iapichino dimostra una grande maturità. Terza dopo il primo salto a 6,71 dietro alla svizzera Annik Kalin con 6,90 e alla serba Milica Gardasevic con 6,75. Il secondo salto è lungo ma nullo. È col terzo però che arriva la storica vittoria.

6,94 con solo 0,4 centimetri allo stacco. I due turni successivi la vedono saltare 6,78 e 6,69 ma ormai non ce n’è più per nessuno. L’unica che riesce a migliorarsi è la favorita e pluricampionessa Malaika Mihambo che ottiene la terza posizione con 6,88. Una vittoria tanto attesa quanto commovente nel vedere poi l’abbraccio di madre e figlia.

Larissa Iapichino arriva ai microfoni di Rai Sport con il più grande dei sorrisi:

“Ci ho creduto fino in fondo all’oro e sono fiera di me stessa. Ho avuto fiducia nelle mie potenzialità, nel lavoro che ho fatto, senza tirarmi indietro. È stata una finale complicata per tutte, con ritmi serrati, ma sono riuscita a incanalare le energie sulla gara, senza tirarmi indietro. È il mio primo titolo da grande, per me è un punto di partenza e non voglio mettermi limiti. Lo dedico a chi non smette mai di provarci, ai resilienti”.

Matteo Sioli di bronzo

Ma la serata non è ancora finita. Ci pensa il più giovane della squadra azzurra a portare a casa un fantastico bronzo nel salto in alto. Matteo Sioli salta il suo personal best a 2.29, sottolineando che l’argento ai Mondiali under 20 della scorsa estate non era solo un caso. Podio soltanto sfiorato invece per Manuel Lando, quarto con 2,26, che eguaglia comunque il suo primato.

Una gara non per i deboli di cuore con Lando che tiene anche la testa della gara insieme all’ucraino Oleh Doroshchuk grazie alla successione perfetta di 2,17 e 2,22 e 2,26. Per il diciannovenne invece due errori a quella distanza e quarto posto momentaneo. Doroshchuk e il ceco Jan Stefela saltano al primo turno a 2,29. Sioli ci riesce al secondo tentativo ed è terzo. Entrambi gli azzurri sbagliano poi a a 2,32. Vince Doroshchuk con un percorso netto fino a 2,34.

“Questa medaglia l’ho sognata – il commento di Matteo Sioli – e fino a un paio di anni fa non me lo sarei mai immaginato di arrivarci. Ho pensato che non avevo nulla da perdere ed è quello che mi ha aiutato, potevo solo guadagnarci. Sarebbe stato ancora più bello con due azzurri sul podio, ci ha ispirato Gimbo Tamberi”.

Dosso Regina dei 60

La ciliegina sulla torta arriva nell’ultima giornata di gare. È italiana la donna più veloce d’Europa. Una straordinaria Zaynab Dosso sfreccia in 7.01 e conquista una storica vittoria superando di un centesimo il suo record italiano e mettendosi in cima alla classifica mondiale di stagione. È il primo oro femminile azzurro nella velocità, il terzo di fila se contiamo i precedenti di Jacobs e Ceccarelli.

Una partenza perfetta, inficiata però dalla campionessa uscente Mujinga Kambundji che prende il giallo e viene ripetuta. Al secondo start l’azzurra parte ancora bene e in rimonta taglia per prima il traguardo con la svizzera a un centesimo e terza la lussemburghese Patrizia van der Weken (7.06).

A fine gara Zaynab Dosso commenta così:

“Lo abbiamo fatto, lo volevo. Ho lavorato tantissimo e dopo le Olimpiadi ho avuto un periodo difficile, ma finalmente mi godo l’atletica come avrei voluto, perché sbagliando arrivano più consapevolezze. Sono felice di aver retto tre turni, con varie false partenze. Questa mattina non ho sentito la sveglia e mi sono alzata… di corsa! Mi sono detta di correre già rapida in batteria per avere una bella semifinale, e così poi per prendere una buona corsia in finale. Ai Giochi di Parigi avevo molte aspettative da me stessa, volevo troppe cose. Quest’anno lavoriamo bene con il coach Giorgio Frinolli perché siamo sulla stessa lunghezza d’onda, non sarei qui senza di lui. Ai Mondiali indoor di Nanchino, tra due settimane, mi presenterò con il miglior tempo anche se già oggi speravo di correre in meno di sette secondi”.

Il commento di Stefano Mei

Ci pensa il presidente della FIDAL Stefano Mei a commentare la storica spedizione europea:

“Siamo soddisfatti, come lo siamo da quattro anni a questa parte. Abbiamo dimostrato anche oggi di avere un grande presente e soprattutto un grandissimo futuro, con tanti ragazzi giovani, dai 19 e 20 anni di Sioli e Furlani, ai 29 di Diaz. Abbiamo investito molto sul settore tecnico e sul territorio, credo che questa scelta ci stia ripagando, nonostante sia molto difficile primeggiare nel mondo dell’atletica.

Sono da evidenziare i quarti posti di Coiro, Tecuceanu, Lando che hanno dato tutto. Poi, certo, ci sono le medaglie: Diaz ha realizzato una misura di caratura mondiale, Iapichino ha vinto il suo primo oro da grande e ci fa ben sperare, Furlani ha fatto una gara di altissimo livello e ci sta che per una volta la pedana non ti sorrida.

Sioli a 19 anni prende un bronzo che nessuno si aspettava. Che bello il ritorno di Dallavalle. E poi un gran finale con Dosso. Siamo soddisfattissimi, anche considerando che abbiamo lasciato in Italia gli ori olimpici di Tokyo e la generazione Brisbane. Credo che ci sia da stare tranquilli per tanti anni: abbiamo dimostrato anche oggi di essere il traino dello sport italiano. Quando va bene l’atletica, va bene lo sport”.

Europei indoor Apeldoorn 2025 – Medaglie e piazzamenti azzurri

Oro: Andy Diaz (triplo); Zaynab Dosso (60); Larissa Iapichino (lungo)
Argento: Mattia Furlani (lungo)
Bronzo: Matteo Sioli (alto); Andrea Dallavalle (triplo)
Quarto posto: Catalin Tecuceanu (800); Manuel Lando (alto); Eloisa Coiro (800)
Quinto posto: Roberta Bruni (asta)
Sesto posto: Nick Ponzio (peso); Alice Mangione (400); Sveva Gerevini (pentathlon)
Settimo posto: Elisa Molinarolo (asta)
Ottavo posto: Zane Weir (peso)

Photo Credits: Grana/Fidal

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

1940 articoli

AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
Articoli

    ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

    Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

    Newletter Il Nuovo Terraglio

    Articoli correlati
    ItaliaSantiSlide-main

    Santa Teresa di Gesù bambino: salvare le anime

    6 minuti di lettura
    Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo nacque ad Alençon il 2 gennaio 1873, ultima figlia di Louis Martin e…
    IstruzioneSlide-mainTreviso

    Scuole dell'infanzia a Spresiano: otto anni di rette azzerate, il bilancio del sindaco Della Pietra

    2 minuti di lettura
    Otto anni fa, nel 2018, l’Amministrazione comunale di Spresiano ha introdotto un contributo a sostegno delle famiglie che iscrivono i figli alle…
    MusicaSlide-mainVenetoVille Venete

    Serenissime dimore:

    3 minuti di lettura
    Tre concerti nel secondo fine settimana Dal 2 al 4 ottobre il Festival itinerante Serenissime Dimore propone tre concerti a Este, Zugliano…