Nell’ultima giornata dei Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026 arrivano altre due medaglie con il bronzo di Beppe Romele e l’ennesimo oro della coppia Bertagnolli/Ravelli
CORTINA/TESERO – La classica chiusura col botto. Prima il bronzo di Giuseppe Romele nella gara sui 20km di fondo a Tesero, poi il secondo oro di Giacomo Bertagnolli con la guida Andrea Ravelli, quinta medaglia per loro a questi giochi.
Terminano così i Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Un’edizione da record, non solo per il numero di atleti e stati partecipanti, ma anche per essere state le prime diffuse in più regioni. A questo va aggiunto l’incredibile risultato ottenuto dalla spedizione italiana che sgretola il record di Lillehammer 1994 in cui gli azzurri aveva conquistato 13 medaglie di cui 7 argenti e 6 bronzi.
Il computo totale per l’Italia infatti si chiude a 16 medaglie di cui ben 7 ori, 7 argenti e 2 bronzi che portano la spedizione azzurra al quarto posto del medagliere davanti alle corazzate Usa, Cina e Russia. Sugli scudi gli atleti ipovedenti con Chiara Mazzel capace di conquistarne quattro (un oro e tre argenti) e appunto Giacomo Bertagnolli a cinque (due ori, due argenti e un bronzo).
Doppietta invece per l’ex Olimpionico Emanuel Perathoner nello snowboard (due ori) e per il padrone di casa nonché portabandiera Renè de Silvestro con un oro e un argento. A una medaglia sola Jacopo Luchini (oro), Federico Pelizzari con l’argento e infine Giuseppe Romele con il bronzo.
Finalmente Romele
Lo Stadio del Fondo di Tesero è sotto una pioggia scrosciante. Le condizioni sono al limite ma Giuseppe Romele vuole chiudere questi Giochi con una medaglia. E lo fa in quella più dura, la 20 km di fondo. L’azzurro è in terza posizione già dal km 6, poi cade indietro di due posizioni per i successivi sei km.
Da lì parte la rimonta fino a riconfermarsi terzo a due km dalla fine. Chiude in 53:17 dietro al russo Golubkov in 51:55, e al cinese Mao in 52.45.
Queste le sue parole a fine gara:
“Ho l’impressione che questa sia stata la gara più difficile della mia vita. Al terzo giro non ci credevo, poi ho cambiato idea e ho spinto fino alla fine. Non era fondo, questo. Ogni 30 secondi incontravo qualcuno sulla mia traiettoria, una battaglia. Sono anche caduto nel tratto di discesa più facile della gara, perdendo 5 secondi.
Dedico questa medaglia alla mia compagna Nadia, al mio staff che mi ha sostenuto fino a qui, a questo pubblico incredibile che mi ha incitato dalle tribune“.
Ancora Bertagnolli
Questa edizione dei Giochi non poteva che chiudersi con l’ennesimo successo della coppia Bertagnolli/Ravelli. In una gara segnata dal maltempo e dalla poca visibilità, gli azzurri nello slalom conquistano la loro seconda medaglia d’oro nella categoria Vision Impaired dopo quella della combinata. L’atleta trentino arriva così a quota cinque medaglie in questa edizione.
L’azzurro, secondo dopo la prima manche, ha poi sciato in 1:29.29, precedendo il polacco Michal Golas (guida Kacper Walas) con 1:29.56 e il canadese Kalle Ericsson (guida Sierra Smith) con 1:31.26.
Queste le sue parole:
“È un miracolo aver fatto cinque su cinque: questa di oggi è la medaglia più bella, la più combattuta. Per me è un nuovo record, sono a 13 medaglie in 15 gare totali disputate in tre edizioni dei Giochi Paralimpici. Oggi ho battuto un sacco di record, sono contento. Dopo la prima manche il rimpianto più grande sarebbe stato quello di non portare a casa questa vittoria ma alla fine ce l’abbiamo fatta”.
Alla sua gioia si è unito anche Andrea Ravelli:
“È incredibile come Giacomo ha affrontato la seconda manche. Non c’è stato bisogno di tirarlo, la medaglia se l’è andata a prendere da solo. Rispetto alle altre questa è la vittoria più bella, la più consapevole. È stata una grande battaglia ma l’abbiamo vinta insieme”.
Photo Credits: Piazzi GMT/CIP
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