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Lindsey Vonn e il coraggio di saltare

3 minuti di lettura

Dopo la terribile caduta durante la discesa libera alle Olimpiadi di Milano Cortina, Lindsey Vonn dà un grandissimo messaggio sui suoi canali Social

TREVISO – La speranza. Dopo la nuova ultra tecnologica protesi al ginocchio, che l’aveva costretta al ritiro sei anni fa, tornare in gara sperando di riuscire a gareggiare a Cortina, la pista che ha sempre amato.

Il ritorno. Una Coppa del Mondo che la vedeva con il pettorale rosso della leader di stagione con due vittorie e il resto podi. Prima della caduta a Crans Montana, 10 giorni fa.

Il sogno. Vincere la sua quarta medaglia Olimpica dopo l’oro e il bronzo di Vancouver 2010 e il bronzo a Pyeongchang 2018. Quando per tutti era impossibile.

Senza nulla togliere, c’è un abisso a livello mentale soprattutto tra l’atleta e il campione. Entrambi hanno la dedizione, la forza, la passione. Ma per per arrivare a certi livelli c’è dietro un mondo che i comuni mortali non possono nemmeno immaginare. Le rinunce, le attenzioni, ogni gesto della loro vita è dosato al millimetro. Dal cosa mangiare a quanto e come dormire.

Ma la vera differenza sta nella testa, nel cuore. Soprattutto nell’osare. Ed è questo il messaggio che Lindsey Vonn ha voluto dare dopo il suo tremendo infortunio.

“Ho provato. Ho sognato. Ho saltato.
 Spero che se imparerete qualcosa dal mio percorso, sia che abbiate tutti il coraggio di osare. La vita è troppo breve per non rischiare. Perché l’unico fallimento nella vita è non provarci. Credo in voi, proprio come voi avete creduto in me.
“

Delle parole che riecheggiano nei cuori di chiunque abbia davvero provato il fuoco sacro dello sport. Di certo non ha osato per soldi, come molti hanno scritto sui social. Né per notorietà. Stiamo parlando della sciatrice più famosa al mondo, un’icona vivente di questo sport come lo sono Phelps per il nuoto, Schumacher o Hamilton per la Formula 1, Le Bron James per il basket.

Lo ha fatto perché, nonostante i mille infortuni anche gravi e i 41 anni, in lei c’è ancora una fiamma. Un sogno. Una passione. E chi siamo noi per giudicarla? Non lo fai lei. Anzi, è la vita. Non ha rimpianti. Ci ha provato fino all’ultimo.

Una bellissima e meravigliosa lezione di vita.

Ha avuto il coraggio di saltare. E ne va fiera.

Perché i sogni sono così. Puoi anche perdere tutto, ma se non salti non ci arriverai mai.

Il post di Lindsey Vonn

“Yesterday my Olympic dream did not finish the way I dreamt it would. It wasn’t a story book ending or a fairy tail, it was just life. I dared to dream and had worked so hard to achieve it. Because in Downhill ski racing the difference between a strategic line and a catastrophic injury can be as small as 5 inches.

I was simply 5 inches too tight on my line when my right arm hooked inside of the gate, twisting me and resulted in my crash. My ACL and past injuries had nothing to do with my crash whatsoever.

Unfortunately, I sustained a complex tibia fracture that is currently stable but will require multiple surgeries to fix properly.

While yesterday did not end the way I had hoped, and despite the intense physical pain it caused, I have no regrets. Standing in the starting gate yesterday was an incredible feeling that I will never forget. Knowing I stood there having a chance to win was a victory in and of itself. I also knew that racing was a risk. It always was and always will be an incredibly dangerous sport.

And similar to ski racing, we take risks in life. We dream. We love. We jump. And sometimes we fall. Sometimes our hearts are broken. Sometimes we don’t achieve the dreams we know we could have. But that is the also the beauty of life; we can try.

I tried. I dreamt. I jumped.

I hope if you take away anything from my journey it’s that you all have the courage to dare greatly. Life is too short not to take chances on yourself. Because the only failure in life is not trying.

I believe in you, just as you believed in me.

❤️LV”

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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