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L’incredibile caso Properzi

3 minuti di lettura

Una straordinaria truffa contro un inventore italiano nel ventesimo secolo (Ricordando Bell contro Meucci)

Sordio (LO)- Nell’ambito della festa aziendale, che si è svolta il 4 luglio presso l’industria Continuus Properzi, come ormai è tradizione dagli anni Settanta, c’è stata la prima presentazione in Italia (visto che alcune copie sono già arrivate in America) del libro bilingue intitolato L’incredibile caso Properzi, una straordinaria truffa contro un inventore italiano nel ventesimo secolo (Ricordando Bell contro Meucci), a cura del prof. Marco Rotunno, Direttore del MITI di Fermo, Museo dell’Innovazione e della Tecnica Industriale.

Il libro parla della vicenda di un genio fermano della metallurgia, Ilario Properzi, un ex allievo del famoso e prestigioso Istituto Tecnico Montani di Fermo, primo per fondazione in Italia. Trasferitosi a Milano dopo la prima guerra mondiale, Properzi inventò e brevettò un sistema rivoluzionario, molto avanti rispetto ai tempi, per la produzione estremamente efficiente ed economica di vergella e, conseguentemente, di fili metallici non ferrosi; l’invenzione ebbe immediatamente sviluppi di importanza internazionale nel campo tecnico ed industriale.

Per questo Properzi può essere considerato il precursore di quella metallurgia che è stata l’inizio di una nuova era dell’industria mondiale dei fili e cavi, in particolare di alluminio e di rame.

La Continuus Properzi, industria da creata da Properzi, proseguita e portata avanti con grande successo internazionale dal figlio, l’ingegner Giulio nonostante le difficoltà tecniche e i contrasti con competitor internazionali sleali, scorretti e senza scrupoli, è stata in grado di reagire grazie al lavoro costante e certosino dell’intero staff, che vede impegnata oggi anche la terza generazione della famiglia e di parte dei collaboratori.

L’attività lavorativa di successo che la famiglia Properzi sta proseguendo, oltre agli immensi benefici che sta apportando al campo industriale di riferimento, da cui ha avuto origine e che radicandosi come una pianta ha portato poi a ramificazioni di importanza planetaria, va considerata anche nel ruolo che l’invenzione di Ilario Properzi e la sua azienda hanno rivestito nel rivoluzionare un ambito dell’industria che ha generato sviluppo, crescita e importanti risparmi energetici, molto prima che questi ultimi diventassero un tema mondiale ed attualissimo.

Proprio per questo a Ilario Properzi fu conferito nel 1973 un prestigioso riconoscimento internazionale, il Mordica Memorial Award, una sorta di Nobel per l’industria. Esattamente trent’anni dopo, nel 2003, l’ingegner Giulio ha ricevuto lo stesso riconoscimento. Anche la città di Fermo, nel 2001, tributò a Ilario Properzi, postumo, il Premio Plauso per i cittadini che hanno raggiunto fama internazionale col proprio ingegno e lavoro.

Ma come mai il prof. Rotunno ha deciso di raccontare la sua storia? Lui, così ci risponde: “Perché è in fondo una storia che ci riguarda tutti, degna della trama di un film appassionante e drammatico: essa è andata ben oltre i confini dell’Italia e dell’Europa, attraversando l’Atlantico ed ha anticipato di almeno settant’anni, le debolezze e le contraddizioni di un mondo globalizzato che si vorrebbe equo e rispettoso delle regole di civile, leale e fiera concorrenza internazionale al servizio del progresso per il bene comune dell’umanità, ma che troppo spesso è qualcos’altro.”

Infatti Ilario Properzi è stato vittima di un caso che va ben oltre la concorrenza sleale: essa assume concretamente l’aspetto di una truffa condotta in modo malvagio e spietato, con furto di meriti e invenzioni che il prof. Rotunno paragona a quello di Alexander Bell e i suoi supporter nei confronti di Antonio Meucci, vero inventore del telefono (1876). Nel caso di Properzi, tutto avvenne ad opera di Mr. Roy Richards Sr. di Carrollton, Georgia, USA. Il modello di comportamento richiama la figura dei ben noti, almeno agli storici e gli economisti dei robber barons: tali sono chiamati in America i raider di gran nome che hanno plasmato con i mezzi più scorretti e talvolta sanguinari, il capitalismo sfrenato negli USA dai tempi della Guerra Civile americana fino alla crisi del ‘29, accumulando incredibili ricchezze con metodi molto lontani dal rispetto per la legge, per la libera concorrenza e la democrazia.

Questo modo di agire, insieme al mito del “magnate”, rappresentano concetti chiave per comprendere come funzioni il sistema, ormai ben collaudato, di rubare invenzioni, acquisire indegnamente grossi capitali e contestualmente impegnarsi con tutti i mezzi disponibili per camuffare la realtà e presentare fatti completamente inventati e spacciarli per veri, a dispetto oltre che dei fatti stessi, anche dei fatti ufficiali, compresi quelli giudiziari, in questo caso internazionali per giunta.

La più bella risposta a queste ingiustizie subite è stato ciò che ho potuto veder con i miei occhi nel party aziendale del 4 luglio di quasi trecento persone: un capitano d’industria, Giulio Properzi, amato, stimato e rispettato, circondato dai suoi familiari, dai suoi collaboratori e dalle autorità locali, che sa valorizzare il fattore umano della sua impresa, premiando le persone che, a tutti i livelli, collaborano con lui da vent’anni. È stato emozionante vedere come certi ruoli si siano tramandati da padre in figlio anche tra i dipendenti, e che talvolta padre e figlio abbiano lavorato contemporaneamente nella Continuus.

Sembrava di essere in una famiglia, più che in un’azienda e mi tornava in mente la figura leggendaria di Olivetti, un uomo illuminato che ha saputo conciliare l’innovazione tecnologica con l’umanità delle relazioni che ha saputo intessere nella sua impresa.

Questo ho visto e questo ho voluto raccontarvi, perché la storia di Ilario Properzi (e di suo figlio Giulio) sia da esempio e da monito. Se volete saperne di più, leggete il libro, che sa raccontare in modo accattivante e dettagliato tutta la vicenda.

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