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L’immaturità di una scelta priva di senso civico e rispetto

2 minuti di lettura

Sulla pagina Facebook del Coordinamento Studenti Medi Venezia-Mestre si legge che questo gruppo nasce alcuni anni fa, a Mestre, in risposta all’esigenza degli studenti delle scuole superiori di creare opportunità di confronto e di partecipazione attiva alla realtà politica e culturale che li circonda.

 

L’attività del gruppo si concretizza infatti nel proporre concrete alternative di pensiero e lotta ai coetanei e alla società civile, in diversi ambiti, tra cui la formazione scolastica, richiamando l’attenzione sugli attuali problemi che affliggono la scuola pubblica, il razzismo, per cui si promuove l’integrazione delle realtà emarginate e si incoraggia la multiculturalità, e la cultura, organizzando iniziative culturali e di aggregazione sociale quali cineforum, dibattiti, conferenze, cene, serate a tema, concerti, mercatini di libri usati e tanto altro.

 

Di primo acchito, quindi, chiunque ci si immaginerebbe un disciplinato gruppo di ragazzi e ragazze con l’ambizione di fare del bene e portare una ventata di novità.

 

Quello che è accaduto lo scorsa settimana, invece, dà prova dell’esatto contrario. Mentre il Governo italiano disponeva “in via prudenziale” la chiusura di scuole e università di tutta Italia fino al 15 marzo, questi Millennials e Generazione Z organizzavano una giornata di socialità, sprezzanti delle direttive imposte dall’alto, dimostrando soltanto mancanza di senso civico, irresponsabilità, egoismo e – spiace dirlo – ignoranza.

 

In un momento delicato e di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo, il menefreghismo di questi ragazzi in nome dell’anticonformismo di cui si professano promotori denuncia ancora una volta l’incoscienza di tanti giovani e il mancato rispetto dei sacrifici che sta attuando il personale medico di tutta Italia.

 

Lo scorso 5 marzo, sulla pagina Facebook sopracitata sono state pubblicate delle foto e dei testi che immortalano una vergognosa iniziativa.

“SOCIALITÀ CONTRO LA PSICOSI”, si legge: “Oggi abbiamo dato vita a una grandissima giornata di socialità al centro sociale Rivolta!”

Con la chiusura di tutte le biblioteche e di altri spazi di convivialità, gli appartenenti al gruppo hanno pensato bene di organizzare un pranzo e un pomeriggio di studio condiviso, terminato con un aperitivo studentesco. La giornata non si è limitata a questo, però! I rivoluzionari fanno sapere che c’è stata anche una assemblea, in cui hanno discusso insieme a tanti studenti e studentesse di varie scuole la situazione attuale, in particolare:
• la normalizzazione della didattica online, che a detta loro toglierebbe sempre di più il vero ruolo della scuola come spazio di formazione di un sapere critico e di socialità
• il tragico quadro che sta interessando il confine tra Turchia e Grecia
• l’iniziativa in programma l’8 marzo e quella tenutasi il sabato prima alla centrale a carbone Palladio di Fusina.

 

“Con la giornata di oggi siamo riusciti a dare una risposta forte e chiara: davanti alla psicosi collettiva che si sta affermando in questi giorni, noi ci organizziamo e ci troviamo continuando il nostro percorso”, si giustificano.

 

“IN UN MONDO CHE CI VUOLE CHIUSI IN CASA, USCIRE È UN ATTO RIVOLUZIONARIO”, lo slogan di questi stolti, a cui vorrei dire che promuovere la socialità è un conto, mettere a rischio la salute del prossimo è alla stregua di un atto criminale!

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Classe 1993, è giornalista pubblicista e studentessa magistrale in Editoria e Giornalismo presso l’Università degli Studi di Verona. Ama i cani, i libri e i viaggi. Scrive di ambiente, politica, assaggi, turismo.
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