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L’immaturità del silenzio

3 minuti di lettura

L’ultima forma di protesta studentesca, attuata da alcuni maturandi quest’anno, è stata il silenzio durante la prova orale dell’Esame di Stato. 3 studenti veneti hanno fatto scena muta e sono stati promossi

Fare scena muta durante l’esame sembra essere l’ultima frontiera della protesta studentesca. Secondo chi l’ha attuata, sarebbe una critica verso diversi aspetti della scuola e dell’esame di maturità.

Tra le motivazioni principali ci sarebbero: critica al sistema di valutazione e alla competitività esasperata che non riflette le reali competenze e le difficoltà individuali.

Queste sono: mancanza di empatia e ascolto da parte del corpo docente e dell’istituzione, valutazione dell’esame di Stato come rito obsoleto, che non valorizza il percorso di studi e non prepara adeguatamente al futuro. E infine, denuncia di presunti torti subiti o valutazioni ritenute ingiuste.

Tali motivazioni sono le stesse che cinquant’anni fa venivano sostenute dagli studenti “sessantottini” ovvero quelli che hanno scritto la storia delle proteste studentesche.

Eppure quei sessantottini ci tenevano moltissimo a superare quell’esame di maturità secondo le regole dettate, e dopo, credevano fermamente, “saremo noi a cambiare le regole”.

Cosa dice il professore di Fisica!

Proprio durante la sua lezione spettacolo di Fisica dell’Estate, tenuta ieri nella splendida cornice di Villa Guidini, a Zero Branco, nel trevigiano, il prof. più amato d’Italia, Vincenzo Schettini, ha espresso il suo consiglio.

“Studiate, e all’esame rispondete alle domande, fatelo questo esame, e dopo, se mai protestate!”. https://ilnuovoterraglio.it/al-festival-di-villa-guidini-e-schettini-show-con-la-fisica-dellestate/

Cosa dice la legge

Che piaccia o no, l’esame di Stato, o Maturità, è un’istituzione regolata da norme che nel corso degli anni ha subito varie modifiche, chiamate Riforme.

Dal punto di vista strettamente giuridico, la posizione di uno studente che sceglie il silenzio è indifendibile. L’esame di Stato è una procedura formale il cui scopo è accertare, attraverso una serie di prove, il raggiungimento di competenze e conoscenze necessarie per ottenere un diploma con valore legale. Il colloquio orale è una di queste prove, ed è obbligatorio.

Se un candidato rimane in silenzio, la commissione si trova nell’ impossibilità di valutarlo, ovvero di svolgere la sua funzione. Il silenzio è una mancata prestazione, una prova non svolta. E dunque la commissione non può fare altro che attribuire un giudizio gravemente insufficiente. É l’inevitabile conseguenza pratica dell’assenza di elementi di valutazione.

Cosa dice il Ministro

Il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha annunciato che dal prossimo anno la “scena muta” comporterà la bocciatura, perché l’esame di Stato è un passaggio istituzionale e non un palco per manifestazioni politiche.

Storia delle Riforme

Nel 1969 l’allora Ministro dell’Istruzione Fiorentino Sullo (Legge 5 aprile 1969, n. 119) portò un radicale cambiamento al vecchio esame di Stato. Solo due prove scritte e due materie per il colloquio (di cui una a scelta del candidato). Punteggio finale espresso in sessantesimi; soppressione degli esami di riparazione e liberalizzazione degli accessi agli studi universitari per qualsiasi indirizzo.

Senza ricordare tutti gli altri cambiamenti, va menzionato quello più importante perché voluto da chi entrò in Parlamento proprio nel 1968: Enrico Berlinguer con la sua Riforma Berlinguer del 1997.

La prova fu basata sulla verifica e certificazione delle conoscenze, competenze e capacità. Tre le prove scritte, di cui la terza predisposta dalla commissione e colloquio su tutte le discipline dell’ultimo anno. Introduzione del credito scolastico e del credito formativo. Votazione espressa in centesimi: 45 punti alle prove scritte, 35 al colloquio orale, 20 punti al credito scolastico.

Una lunga serie di riforme si succedettero fino al 2017, quando a dettare le norme della Maturità fu l’allora Ministro Valeria Fedeli, colei che la maturità non l’aveva sostenuta. Il suo sarebbe infatti un diploma di scuola Magistrale, all’epoca di 4 anni e non di 5.

Con la sua riforma, l’esame è composto da due prove scritte e un colloquio orale che dà rilevanza all’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro (ASL). Criterio di ammissione per l’esame di Stato sono le prove invalsi di italiano, matematica e inglese.

Viene richiesta la media del sei in tutte le materie. Le prove scritte hanno valutazione massima a 20 (prima era 15), il colloquio passa a 20 (prima era 30). I crediti scolastici hanno un massimo di 40 punti, anziché di 25.

Poi venne la pandemia

Negli anni della pandemia vengono introdotti sistemi diversi a causa delle limitazioni di contatto e dopo mesi di scuola da remoto.

Nel 2022 il Ministro Patrizio Bianchi, governo Draghi, cambia l’esame di Stato che prevede la prima prova scritta inviata dal Ministero dell’Istruzione, la seconda prova predisposta dalle commissioni (ancora interne, con presidente esterno) e un orale in cui da un materiale si strutturerà un discorso pluridisciplinare.

I crediti scolastici acquisiti negli ultimi tre anni arrivano ad un massimo di 50 punti; la prima prova vale 15 punti, la seconda 10 e il colloquio orale 25.

E infine, nel 2023, con l’attuale Ministro Giuseppe Valditara, l’esame di Stato torna alla forma del 2017. La partecipazione alle prove invalsi è obbligatoria, mentre l’unica deroga rispetto alla normativa è rappresentata dall’esperienza di PCTO, che non è requisito d’ammissione.

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