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Lettera aperta ai cittadini, ai candidati per la Città di Venezia e la Municipalità

È iniziata oggi la distribuzione della lettera aperta promossa dal movimento Amici Gasometri di Venezia. Volantinaggio porta a porta tra le famiglie e incontri con i candidati di tutti gli schieramenti. In parallelo spedizioni per email,

È iniziata oggi la distribuzione della lettera aperta promossa dal movimento Amici Gasometri di Venezia. Volantinaggio porta a porta tra le famiglie e incontri con i candidati di tutti gli schieramenti. In parallelo spedizioni per email, messenger e Whatsapp allo scopo di informare e fare proposte. La lettera verrà inviata ai candidati sindaci, con richiesta di estenderla ai componenti delle liste, nonché ai due contendenti la presidenza della Municipalità di Venezia-Murano-Burano. (Email adesioni [email protected]).

 

Il movimento ricorda che il Comune di Venezia ha già gestito i Gasometri per 14 anni. Infatti, nel 2000, la proprietà privata dei Gasometri passò in mano pubblica allo scopo di creare un terminal servizi per il Giubileo. In oltre un decennio è stata cambiata la destinazione d’uso e aumentati i volumi edificabili per costruire nuovi fabbricati. Nel 2014 la proprietà pubblica decise di liberarsi dell’area e di privatizzarla tutta. Viene venduta con l’autorizzazione per nuove costruzioni a patto che fosse realizzata una palestra per le scuole, inclusa la Bonifica e alcune opere a beneficio collettivo. Va ricordato che nulla di tutto ciò è mai stato fatto. Tuttavia la svolta avviene cinque anni dopo. Nel maggio 2019, MTK Gasometri Venezia acquista l’area dai privati, stanzia i fondi per disinquinare e la palestra prevista per le scuole, finanzia le opere urbane in favore del territorio. Nel febbraio 2020 inizia il piano di Bonifica che terminerà nel 2021.

 

Per il futuro il movimento Amici Gasometri immagina un grande Parco Urbano restituito alla città nel sedime originale dell’antico Campo San Francesco con alberi, fiori, illuminazione e restauro dell’archeologia industriale. In alternativa agli appartamenti di lusso, già autorizzati nel precedente progetto, il movimento chiede di cambiare e innovare in favore dei giovani. “Ispirati dall’Articolo 1 della Costituzione per la Repubblica democratica che sia davvero fondata sul lavoro – spiega Vittorio Baroni tra i promotori del movimento – abbiamo studiato i tre problemi fondamentali di Venezia e siamo pronti a proporre un sistema di soluzioni connesse e compatibili. In primo luogo i Gasometri vanno intesi come fonte di lavoro per almeno 100 giovani studenti nei settori alberghiero, ristorazione e amministrazione. Nuovi lavoratori che vanno supportati, anche con benefici economici, nella ricerca della prima casa a Venezia”. Nel contempo il movimento punta a ottenere la massima qualità per l’ospitalità, per un turismo certificato sostenibile in chiave ambientale, economica e residenziale. “Con un progetto europeo ad hoc – sottolinea Baroni – si potrebbero ridurre i costi della formazione al lavoro, anche i costi delle case in affitto o acquistabili dai giovani con mutuo. Inoltre, dobbiamo giungere a un accordo con ATER, proprietari di case, agenzie immobiliari, Confidi e banche”. Sul fronte pubblico il movimento chiede che lo Stato intervenga con urgenza in Campo San Francesco della Vigna e alla ex Nunziatura. Occorre dare opportunità di residenza ai giovani e togliere il degrado esistente.

 

Tra le proposte anche l’arredo urbano con i materiali del Cadore in memoria dei 600 anni del “Privilegio Ducale” firmato con la Serenissima nel 1420. Si punta a far restaurare la vera da pozzo del 1500 dai maestri artigiani veneziani con il coinvolgimento delle scuole per iniziative didattiche. Sì al palazzetto dello sport per le scuole alla Celestia, dentro alle Galeazze dell’Arsenale magari attivando un laboratorio formativo scolastico finalizzato alla sicurezza dei giovani nella navigazione in barca con rilascio patentino. Sì a un nuovo centro scolastico per insegnare la voga alla veneta agli studenti delle primarie, medie e superiori. Il movimento sostiene l’abbattimento di muri e la costruzione di ponti, la gestione pubblica della darsena con installazione di una colonnina di ricarica barche elettriche, nuovi posti da assegnare solo a residenti, negozi della zona e servizi pubblici.

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