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Lettera a Eleonora Duse

3 minuti di lettura

Agosto 2024

Buon giorno Gentile Eleonora Duse,

scrivo condividendo questo mio breve “raccontarti”, con altre persone, che come me ti ricordano pur non avendoti conosciuta. Conoscere una persona quando e come può avvenire?

Gentile Duse, credo proprio di poter affermare, che è possibile incontrare e conoscere una persona anche solo leggendo e studiando di Lei. Così è avvenuto per me, nei tuoi riguardi; ho sentito narrare di te anni fa dalla mia, allora, docente Doretta Davanzo Poli (venuta a mancare nel 2020) durante lo svolgimento di una lezione universitaria di Storia del Costume e della Moda, ti ha presentava in relazione ad un’altra persona singolare: M. Fortuny (1871-1949). Nello specifico ci presentava la rivoluzione “geniale” ed esclusiva, della stampa tessile che Fortuny aveva creato, di come questo sua esclusività avesse definito un nuovo capitolo unico nella produzione tessile veneziana.

Tu, gentile Eleonora, hai scelto i tessuti di Fortuny e non poteva non essere altrimenti. Ad oggi ho compreso come tu fossi antesignana nei tempi, scegliendo di essere semplice nel presentarti nel quotidiano e Semplice nel presentarti nella tua Arte: il Melodramma; tu decidesti di essere colei che segnava un nuovo modo di proporsi sul palcoscenico. A testimonianza di ciò R. L. Pisetzky(1897-1985) da storica attenta nel presentare, possibilmente, tutte le sfaccettature della società nei secoli1: “…il Teatro assai in voga alla fine del secolo scorso ha ancora grandissima importanza nell’ottocento. Ricordiamo di gusto neoclassico è la danza, espressione plastica ispirata alla statuaria antica… Ma l’espressione più viva del romanticismo per la penetrazione delle masse è il melodramma. Forma d’arte che più di ogni altra esprime le passioni e i sogni di quel tempo. Il successo immenso del teatro ha nel periodo romantico un influsso notevole sulla moda: le reminiscenze storiche che vi affiorano non derivano da opere figurative come nel periodo neoclassico, ma quasi sempre dalle rappresentazioni melodrammatiche… Questo curioso riflesso del melodramma non sfugge al Corriere delle Dame: nel 1829 un articolo segnala nella moda gli echi delle “soavi emozioni che addolciscono i nostri orecchi”.

Nella seconda metà dell’Ottocento il teatro è ancora un elemento molto importante nella vita sociale… La Duse, attrice di fama mondiale, eccelle per le sue interpretazioni, ma rifugge da sfoggi di eleganza, anzi suggerisce di adottare per la scena abiti semplicissimi di valore quasi simbolico, che dovrebbero liberare le attrici da spese onerose…”2.

Un carattere significativo manifestò nel modo di vestire Eleonora Duse, che se pur non giunse ad avere un influsso sulla moda, ne percorse i tempi. Semplicissima quando era sul palcoscenico, appariva di giorno quasi trasandata nei suoi tailleur di stoffe pesanti che non suggerivano mai le strettoie del busto, ma la sera, con i capelli lisci rialzati mollemente, senza gioielli, anche nei ricevimenti più lussuosi, in mezzo alle dame indiamantate, trionfava nelle sue vesti armoniose, quasi sempre di colore unito, che mettevano in valore la superba armonia di linea delle sue spalle lunate, largamente scoperte dalla scollatura, delle braccia nude, e delle bellissime mani dalle dita lunghe e sottili sempre senza anelli…”.

Cara Duse, i tuoi abiti da teatro “semplici” decidesti di farli confezionare con tessuti unici prodotti da M. Fortuny (1871-1949), a testimonianza di ciò3: “… Sono invece attribuibili a Fortuny4 otto vesti, tra tuniche, cappe soprabiti, databili tra il 1907, anno in cui Mariano inizia la sua attività nel campo dell’abbigliamento, e il 1922 anno a cui risale l’ultima lettera inviata alla Duse in cui si sconsiglia l’acquisto di un modello troppo semplice…”.

“Tra le vesti conservate alla fondazione Cini, le più antiche, databili tra il 1907 e il 1909, dovrebbero essere due tuniche di crespo di seta bianco avorio, stampate l’una in oro a motivi rinascimentali, un grande fiore di cardo sul petto (fig. 16), l’altra in argento ad elementi di scrittura cufica (fig. 17). Entrambe sfoderate, lunghe più di 150 cm. E quindi presumibilmente di scena… decorate con conterie di Murano…”.

Gentile Eleonora Duse, ho scritto queste poche righe per raccontare di te, di alcuni dei tuoi segni distintivi ed esclusivi che ti hanno distinto nel quotidiano così come nella tua Arte del Melodramma. Grazie per essere ancor oggi riferimento di vita nell’arte.

Paola Debei


1 Rosita Levi Pisetzky pp. 19-20 “L’importanza del teatro come espressione del gusto”
2 R.L. Pisetzky, vol. V pag. 329. Idem.
3 “Divina Eleonora”, Davanzo Poli D. pag. 134, “Eleganza personale: Duse e Patty”
4 “…Mariano Fortuny (1871-1949) scrive di essere stato indotto ad iniziare una produzione di stampa sulla stoffa nel 1907, a seguito del ritrovamento in Creta di alcuni reperti tessili archeologici…” pag. 134, D.D.P.

Riferimenti bibliografici

Davanzo Poli D., “Vestiti nella vita costumi sulla scena”, in “Divina Eleonora”, Fondazione Giorgio Cini, Marsilio Editori Venezia, 2001.

Levi Pisetzky R., “Ottocento”, “Importanza del teatro come espressione del gusto”, in Storia del Costume in Italia, vol. V, Fondazione Giovanni Treccani degli Alfieri, Istituto Editoriale Italiano, 1969.

RIFERIMENTI A VENEZIA
Fondazione Cini: Centro Studi per la Ricerca Documentale sul Teatro e il Melodramma Europeo.

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