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L’eterno fascino dei viaggi nel tempo

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Nell’ultimo episodio, The Pilot, Doctor Who se ne va in giro sotto copertura come professore universitario. Quando una sua studentessa promettente, Bill, inizia a stringere amicizia con ragazza di nome Heather, questa le chiede di guardare dentro ad una pozzanghera, domandandole se riesce a vedere qualcosa di anormale nel riflesso. Doctor Who non si lascia scappare l’occasione, e così investiga sulla misteriosa pozzanghera e nota che la pozzanghera si comporta in modo molto strano: come se il riflesso volesse imitarli. Così, quando Bill torna al suo appartamento, inseguita da un corpo costituito da un fluido, non ne siamo poi così sorpresi. La pozzanghera, o meglio il fluido che la componeva, altro non è che un vivente proveniente da una navicella spaziale aliena che ha assorbito la dolce Heather e con lei anche i suoi sentimenti per Bill. Chi è Doctor Who? E perché agisce sotto copertura?

 

Per chi non fosse un appassionato, Doctor Who è una serie televisiva britannica di fantascienza prodotta dalla BBC già a partire dal 1963. Il suo protagonista è un viaggiatore del tempo. Egli spende il suo tempo esplorando l’universo a bordo del TARDIS, ossia una macchina senziente capace di viaggiare nello spazio e nel tempo. E come i produttori della BBC, ci sono state molte altre menti a fantasticare sui viaggi temporali, da Marcel Proust, a Jorge Luis Borges, fino a Woody Allen, e molti altri.

 

Quello di cambiare epoca è un desiderio che tutti prima o poi abbiamo espresso nel corso della nostra vita ed è un’idea così radicata nella nostra cultura, che quando realizziamo che altro non è che una fantasia molto recente, solo del secolo scorso, rimaniamo un po’ increduli. Per migliaia di anni nessuno ha fantasticato che cosa sarebbe potuto succedere se gli esseri umani avessero potuto viaggiare nel tempo; oggi si tengono corsi all’Università di Oxford sulle conseguenze dei viaggi temporali. Come racconta James Gleick nel suo illuminante libro Time Travel: A History, nessuno era andato tanto oltre nel fantasticare sul potere della tecnologia applicata al tempo, fino a quando in una vecchia mansarda, un giovane H.G. Wells, dedicandosi al suo primo romanzo The Time Machine, decide di unire le parole “tempo” e “viaggio”, e mutare la nostra percezione della dimensione temporale per sempre. Come Gleick stesso scrive “In un modo o nell’altro, le invenzioni di H.G. Wells colorano ogni storia di viaggio di tempo che ha avuto seguito”.

Che cosa affascina il protagonista della storia, tanto da immaginare di slegarsi dalla trappola del presente e muoversi libero in una quarta dimensione temporale? In una parola, il futuro.


*Time Travel: A History di James Gleick è pubblicato da Pantheon  (£16.99). 

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