La rivincita di questo accessorio è figlia dell’estate rovente ma non solo, rappresenta l’occasione per comprenderne le origini
È capitato a chiunque di avere a portata di mano questo accessorio e di compiere il gesto di sventolare senza alcun pensiero, con il solo fine di ottenere refrigerio, ma esiste anche un’ educazione alla storia. Che parte dalla Spagna. Da Madrid, ma anche Valencia, culla del ventaglio moderno, anche se talune testimonianze inconfutabili portano all’ Egitto di Tutankhamon, e questa sembra veramente una pagina di un testamento dal valore primario. Ci sono i classici folding fans, i pieghevoli e i fixed fans, assolutamente non richiudibili, i brisé fans, ma questo è solo un elenco spiccio, una sorta di catalogo prêt-à-porter. Ma ripartiamo dal gesto, che non è solo un’apparente, disinvolto sventolio, ma racchiude storia e passione, al centro da sempre di tutte le toilette femminili sua maestà il ventaglio, possiede un linguaggio estrinseco sviluppato nel tempo. Dove l’incedere dello sventolio celerebbe significati diversi. Sensuale e femminile, apparentemente snobbato dagli uomini, da oggetto che arride al mondo antico, demodé, oggi, con i 40 gradi centigradi vive un’estate da leoni, appassionata e spensierata. Orpello indispensabile e insostituibile, dall’aperitivo in spiaggia sfoggiato con il pareo azzurro, alla cena di ferragosto con le amiche del bridge, financo al vernissage di un evento nell’orbita della Biennale di danza a Venezia. C’è caldo, caldissimo e il ventaglio esce repentinamente dalle borse, compagno indispensabile, civettuolo e se ci passate il pensiero, un filino salvifico e più accattivante di un ventilatore o di un clima in modalità deumidificatore. È tutto
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