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Legambiente: Nei mari del Veneto 10 campionamenti su 11 sono sotto i limiti di legge

La mattina di giovedì 9 agosto a bordo di Goletta Verde, per l’occasione ormeggiata in Piazza Vigo a Chioggia, sono stati presentati i dati relativi ai monitoraggi ambientali effettuati da Legambiente in corrispondenza delle foci dei fiumi e degli scarichi dei depuratori lungo le coste del Veneto.
 
I punti di campionamento risultati sotto il limite di legge si trovano tutti nella provincia di Venezia, in particolare: a Chioggia sono state analizzate le acque nella località di Isola Verde e alla foce del fiume Brenta; a Cavallino Treporti, in località Punta Sabbioni, al punto di uscita della laguna, alla fine del lungomare Dante Alighieri e alla spiaggia a sud del fiume Sile; a Lido di Jesolo, alla foce del fiume Piave; a Eraclea Mare, alla spiaggia della laguna del Mort; a Caorle, alla spiaggia di piazza Marco Polo; a Porto Falconara, alla Bocca di Porto Falconara, alla spiaggia della Brussa, alla foce del canale Lovi.
L’unico punto di campionamento risultato fortemente inquinato è quello di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, alle foci del fiume Po.
 
Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde, illustrando i dati spiega: ”Quella scattata da Goletta Verde è una fotografia puntuale che, senza volersi sostituire ai controlli ufficiali, punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari. Il problema dell’inquinamento alle foci di fiumi e torrenti è diffuso e spesso li trasforma in fogne a cielo aperto. Ci piace pensare che un giorno questi luoghi possano tornare ad essere balneabili e soprattutto non presentino più le criticità che, in alcuni casi, si presentano da anni, rischiando di compromettere tutto il sistema depurativo di una regione. Purtroppo la mancata depurazione affligge ancora in maniera drammatica il nostro Paese, ma è arrivato il momento di dire basta ad ogni forma di alibi, è necessario intervenire immediatamente anche per non incorrere ulteriormente nelle multe che sono a carico della collettività, come quella che siamo stati condannati a pagare all’Ue da 25 milioni di euro, più ulteriori 30 milioni ogni sei mesi finché l’Italia non si metterà in regola”.
 
Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto ha dichiarato: “Per quanto su undici punti monitorati solo uno sia risultato fortemente inquinato, ovvero la foce del Po, è necessario mantenere alta la guardia su un tema importante, spesso sottovalutato, che determina la qualità delle nostre acque. Considerando che il Parco del Delta del Po è patrimonio Unesco dell’Umanità per la sua prestigiosa riserva di biosfera Mab mondiale è opportuno lavorare a livello territoriale affinché questa realtà venga preservata e non subisca minacce da parte del comparto depurativo. Ecco perché chiediamo alla Regione e alle amministrazioni comunali, in particolar modo dell’entroterra, di non abbassare la guardia sul fronte della depurazione e di utilizzare, laddove necessario, gli strumenti repressivi previsti dalla Legge 68 del 2015 sugli Ecoreati in caso discarichi illeciti, per esempio”.
 
Fonte: VeneziaToday

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