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L’educativa di strada per prevenire il disagio giovanile

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L’esperienza del camper di “Sconfinamenti” tra i comuni di Treviso, Casale sul Sile, Casier e Silea

Un camper tra i comuni di Treviso, Casale sul Sile, Casier e Silea per agganciare i giovani nei luoghi della loro quotidianità e del loro tempo libero, prevenire situazioni di disagio e agire sui casi a rischio. È il camper di “Sconfinamenti”, progetto di rete che coinvolge 18 partner trevigiani tra enti pubblici e del Terzo Settore sul tema delle povertà educative, di cui è capofila Volontarinsieme OdV.

L’educativa di strada è un intervento svolto da educatori professionali che si svolge in piazze, parchi e in tutti i luoghi informali in cui adolescenti e preadolescenti si incontrano, trascorrono del tempo e si costruiscono una loro identità. Grazie all’approccio informale gli educatori hanno la possibilità di avvicinarsi ai giovani, conoscerli e ascoltarne bisogni e disagi.

L’attività di educativa di strada del progetto “Sconfinamenti”, che prende il nome di “On the Road”, si è inizialmente concentrata nelle piazze e nei luoghi di ritrovo spontanei dei ragazzi tra Casale, Casier, Dosson, Silea, San Lazzaro e Santa Maria del Sile, e successivamente in alcuni istituti scolastici, in particolare all’Istituto Comprensivo di Casier, per un totale di 406 studenti coinvolti, e all’Istituto comprensivo n. 3 “Felissent” di Treviso, con oltre 450 ragazzi raggiunti nelle due sedi (Fellisent e Mantegna).


Oltre 1.000 ragazzi coinvolti in meno di sei mesi

Sono circa 1.000 i ragazzi e le ragazze intercettati e coinvolti dagli educatori a partire da gennaio 2024, in un totale di 18 uscite. I giovani hanno un’età compresa tra gli 11 e i 17 anni, di entrambi i sessi. Interessante è rilevare che, per quanto riguarda l’educativa di strada extra scolastica, la quasi totalità dei ragazzi intercettati, con una percentuale pari al 90%, è maschio.

Grazie anche al supporto del camper, gli educatori li hanno coinvolti in attività sportive e musicali, tra cui il karaoke, e hanno sottoposto loro alcuni questionari, i cui risultati sono ancora in fase di elaborazione, allo scopo di recepire meglio criticità, problematiche ma anche aspettative, desideri e interessi. Diverse sono le tematiche indagate, dallo stress percepito all’autostima fino alla delicata questione della violenza. Obiettivo ultimo dell’azione è infatti riuscire ad avvicinarsi ai ragazzi per promuovere relazioni di qualità che prevengano l’abbandono degli studi, l’isolamento e situazioni di disagio.

Questa attività è una dei sette filoni in cui si sviluppa “Sconfinamenti. Uscire dai propri confini per crescere una comunità educante”. Il progetto, avviato a novembre 2022 e della durata triennale, andando ad agire direttamente sul fenomeno del disagio giovanile, si pone come obiettivo finale la costruzione e il rafforzamento di una comunità educante aperta e inclusiva, capace di attivare tutti i luoghi e le occasioni in cui si crea il rapporto con i giovani: la scuola, la famiglia, lo sport, i quartieri, le associazioni e le istituzioni del territorio.

“Da subito il camper di ‘Sconfinamenti’, diventato uno dei simboli dell’intero progetto – spiega Anna Corò, presidente di Volontarinsieme OdV, capofila nel progetto ‘Sconfinamenti‘ – ha ottenuto ottimi risultati non solo in termini numerici, ma anche per la qualità delle relazioni che si sono andate a creare, permettendo di entrare realmente in contatto con gruppi di giovani che difficilmente sarebbero stati raggiunti e per questo maggiormente a rischio. Attendiamo i risultati dei tantissimi questionari somministrati, che ci permetteranno di avere un quadro più completo sulle percezioni e aspettative dei ragazzi e di andare ad agire proprio laddove le fragilità si fanno sentire maggiormente, prevenendo potenziali situazioni di disagio”.



Il progetto “Sconfinamenti”

Sconfinamenti. Uscire dai propri confini per crescere una comunità educante” è un progetto di rete che coinvolge 18 partner tra enti pubblici e del Terzo Settore sul tema delle povertà educative, andando dunque ad agire direttamente sul fenomeno del disagio giovanile emergente negli anni post pandemia. Avviato nel 2022 e della durata triennale, è sostenuto dall’Agenzia per la Coesione Territoriale e finanziato nell’ambito del FSC – Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, con 313.446 euro su un totale di 403.000 euro complessivi, tra i quali anche un contributo di Fondazione BCC Pordenonese.

Il progetto si rivolge a ragazzi e ragazze di età compresa tra gli 11 e i 17 anni e si realizza nei comuni di Casale sul Sile, Casier, Silea e nei quartieri di San Lazzaro e di San Zeno a Treviso. 

La programmazione prevede il coinvolgimento nel triennio di 2.500 adolescenti (tra cui 320 in situazione di povertà educativa e 150 con bisogni educativi speciali), 500 nuclei familiari e 345 tra insegnanti ed educatori. A partire dal tema della povertà educativa e della dispersione scolastica, aggravato dall’emergenza sanitaria, “Sconfinamenti” si pone come obiettivo finale la costruzione e il rafforzamento di una comunità educante aperta e inclusiva, capace di attivare tutti i luoghi e le occasioni in cui si crea il rapporto con i giovani: la scuola, la famiglia, lo sport, i quartieri, le associazioni e le istituzioni del territorio. Tutto questo attraverso la valorizzazione delle passioni, degli interessi e delle idee dei ragazzi, affrontando e gestendo insieme a loro anche paure e disagi, nell’ottica di prevenire situazioni a rischio.

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