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Le proprietà del radicchio rosso

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Cresce sempre più la consapevolezza che seguire una dieta sana ed equilibrata possa prevenire l’insorgenza di tumori, in particolare collegati al tratto gastrointestinale. A farla da padroni in questo tipo di prevenzione sono – senza ombra di dubbio – i prodotti ortofrutticoli.
 
Tra gli ortaggi, il radicchio rosso, un ortaggio originario dell’Europa e dell’America settentrionale e occidentale, ha guadagnato l’attenzione di molti studiosi grazie alle sua composizione chimica.
 
In Italia il radicchio rosso venne importato a partire dal XVI secolo e iniziato a coltivare, in larga scala, nella regione Veneto. In particolare, nella zona di Treviso. Oggi, il radicchio coltivato nella sola zona di Treviso, vanta la denominazione di I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta), così da assicurarne la sua valorizzazione commerciale anche all’estero.
 
La composizione chimica del radicchio rosso prevede una grande percentuale di acqua, seguita da carboidrati (anche fibre) e poche proteine.
 
Se da una parte il radicchio, non è ricco di proteine, sicuramente non si può dire la stessa cosa dei minerali che esso contiene.
 
Potassio, fosforo, magnesio, selenio e ferro, sono i minerali che in esso troviamo maggiormente. In più, il radicchio è ricco di vitamine: dalla K che predomina (coinvolta nei processi di coagulazione del sangue), alla A, B1 e B2.
 
Ma ciò che risalta maggiormente agli occhi di qualsiasi consumatore è la sua colorazione vivace. Il radicchio rosso è, infatti, caratterizzato da un elevato contenuto di antocianine (pigmenti che caratterizzano l’alimento per la sua colorazione rossa-violacea) e, sono proprio esse, ad aver destato la curiosità di molti.
 
Delle antocianine in questa rubrica abbiamo già parlato.
 
Si tratta di molecole che, oltre ad avere la capacità di conferire una colorazione che va dal blu al rosso agli alimenti ortofrutticoli e ai fiori, hanno la capacità di liberare il nostro organismo dai radicali liberi e, quindi, di proteggerlo.
 
Esse inoltre giocano un ruolo importante come molecole antitumorali (ma questo non vuole dire che, assumendo elevate quantità di antocianine il tumore possa sparire, semplicemente esse possono giocare un ruolo importante nella prevenzione di questa malattia).  
 
Ultimamente mi sono imbattuta in un articolo scientifico che trattava del radicchio di Treviso.
Dagli studi effettuati su di esso è emerso che gli alti livelli di antocianine presenti possono esercitare un effetto protettivo contro i radicali liberi dell’ossigeno che si possono formare nel tratto gastrointestinale.
 
Inoltre, lo stesso articolo scientifico confermava come il radicchio avesse forti proprietà nutraceutiche.
Consigli su come mangiarlo?
In una bella insalata unito a ceci e aceto balsamico.
Un pasto veloce e pratico da portare anche in ufficio.

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