La mostra antologica raccoglie oltre quarant’anni di pura ricerca dell’artista, in collaborazione con l’Archivio Eros Bonamini di Verona e la curatela di Willy Montini
La Galleria Orler di Venezia presenta Tempo diverso, arte continua, una grande mostra antologica dedicata a Eros Bonamini (1942–2012), artista considerato tra i più rigorosi e originali della ricerca artistica italiana della nostra epoca.
Realizzata in collaborazione con l’Archivio Eros Bonamini di Verona e curata da Willy Montini, l’esposizione riunisce una selezione di circa trenta opere di straordinaria importanza, molte delle quali raramente esposte al pubblico, capaci di ripercorrere oltre quarant’anni di ricerca dell’artista veronese, dagli esordi degli anni Settanta fino agli ultimi lavori.
Sono gli anni Ottanta, stagione decisiva nella maturazione del linguaggio di Bonamini a caratterizzare il corpus della mostra, anni dove arrivano i primi vagiti e si sviluppa il ciclo delle Cronotopografie: opere che non solo rappresentano uno dei contributi più originali alla ricerca artistica concettuale europea, ma caratterizzano il profilo intellettuale dell’artista. Scevro da qualsiasi contaminazione.
In queste il quadro, o meglio il lavoro, quale che sia il supporto scelto, non sarà più il luogo della rappresentazione ma la registrazione di un processo e proprio per questo il tempo, senza essere evocato o raccontato, diventa materia stessa dell’opera Rivoluzione concettuale pura. In questo specifico rettangolo culturale il concetto allora diventa realtà secondo intervalli rigorosamente determinati, ogni gesto è misurato, ogni superficie detiene e conserva memoria e genesi.
La mostra documenta in maniera esaustiva l’evoluzione di questa ricerca attraverso lavori storici realizzati con inchiostri, acqua ossigenata, grafite, colori acrilici, ma anche cemento e persino fuoco vivo, usando come superficie di applicazione e sperimentazione ora la tela e la carta, ma anche il plexiglass, il metallo, a volte specchiante, ed altri materiali ancora.
Nella molteplice attuazione dei modi espressivi praticati nei decenni Bonamini ha sempre mantenuto la propria identità creativa, e l’innata originalità concettuale. Figlia di un credo inestimabile, difficile da replicare.
Il percorso conduce il visitatore dalle prime indagini degli anni Settanta fino alle grandi composizioni degli anni Novanta e Duemila, comprese le intense Vanitas Cronotopografie, nelle quali la riflessione sul tempo si amplia fino a comprendere memoria e percezione della condizione umana.
Lontano da ogni forma di spettacolarizzazione, Bonamini costruisce un’opera silenziosa, ma di straordinaria forza intellettuale, dove il tempo diventa una sorta di conto alla rovescia della pittura nonché della scultura, la quale diventa essa stessa recitativa, avvinghiata all’esperienza del tempo trascorso e non solo vissuto , ma vieppiù cristallizzato.
La mostra giunge nello stesso anno in cui Eros Bonamini è presente, con installazioni importanti, alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, nel Padiglione Nazionale della Repubblica della Sierra Leone, e questa partecipazione suggella la caratura dell’artista, moderna e imprescindibile, sempre presente e attuale nel suo messaggio.
A poco meno di quindici anni dalla prematura scomparsa dell’artista, questa esposizione intende, ove ce ne fosse bisogno, restituire la piena attualità di una ricerca che dialoga naturalmente con le più significative esperienze internazionali dell’arte analitica, concettuale e processuale, confermando Eros Bonamini come una delle personalità più coerenti ed intense dell’arte italiana contemporanea.
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