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Le nobili decadute del calcio mondiale

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Belgio, Germania, Uruguay e Serbia. Quattro esclusioni eccellenti. I verdetti dei gironi in questi campionati Mondiali di calcio ci hanno regalato delle sorprese non da poco. Dal 2006 era ormai quasi una tradizione che la squadra campione dell’edizione precedente uscisse al primo turno. L’Italia c’era riuscita in due edizioni di seguito per poi non qualificarsi nelle ultime due. La Germania ne sta seguendo le orme, anch’essa con la seconda esclusione consecutiva ai gironi dopo la vittoria del mondiale 2014. La Francia smentisce questa regola e passa tranquillamente come prima il girone D nonostante la sconfitta (storica) con la Tunisia.

C’è da fare sicuramente i complimenti alle squadre che hanno stupito con questo passaggio del turno. Marocco e Giappone addirittura come prime del girone, seguite da Senegal e Corea. Ma non dimentichiamoci anche l’Australia in un girone dove la favorita Danimarca è uscita come ultima con un solo punto e ieri sera la Svizzera (passata come prima nel nostro girone di qualificazione condannandoci agli spareggi) vincendo con la Serbia, l’ha condannata ad un’altra clamorosa eliminazione.

Ma quali sono i motivi di questi risultati?

Innanzitutto un mancato rinnovo generazionale. La Germania ha un fortissimo settore giovanile, ma una carenza endemica di attaccanti. Una volta infortunatisi Timo Werner e lo sfortunatissimo Marko Reus, il Ct Hansi Flick non ha potuto far altro che convocare per la prima volta in Nazionale il 29enne Niclas Füllkrug e schierare come prima punta il 33enne Thomas Müller. Ha comunque una squadra molto giovane e con ottimi giocatori in prospettiva come Musiala, Havertz e Adeyemi. Nonostante la vittoria nell’ultima partita contro il Costarica, escono a 4 punti per differenza reti, non dando mai l’idea di essere quella corazzata a cui ci eravamo abituati negli anni.

Un discorso a parte va fatto per il Belgio. La cosiddetta “generazione d’oro” è ormai arrivata al capolinea. Nonostante sia stata per anni al primo posto del ranking Fifa, i “Red devils” non hanno mai vinto nulla. Campioni affermati nei loro Club, hanno sempre avuto percorsi vincenti nelle qualificazioni e nei gironi, per poi essere puntualmente sconfitti nelle partite a eliminazione diretta. Ormai la maggior parte della rosa ha sorpassato i trent’anni, rendendola la formazione europea con l’età media più alta a questo mondiale. Innumerevoli screzi poi tra i giocatori ne hanno minato le fondamenta.

L’Uruguay ha portato una rosa mista tra ultra trentenni e giovanissimi. In alcuni momenti sembra di essere tornati indietro nel tempo al mondiale 2010 nel sentire i nomi di Cavani, Luis Suàrez, Càceres, Vecino, Muslera, Godìn elencati uno di fianco all’altro. Anche loro vengono eliminati a 4 punti per la differenza reti, tra mille polemiche, da un’incredibile Corea. Le nuove leve in questo caso fanno ben sperare per i prossimi appuntamenti internazionali.

L’ultima, clamorosa e sonora eliminazione l’abbiamo vista ieri sera quando la forte (sulla carta) Serbia è stata incredibilmente battuta dalla Svizzera. In questo caso non si parla di una nazionale ormai “vecchia”, e il non aver mai Vlahovic al cento per cento è solo una piccola scusante. Una squadra piena di potenziali campioni che però ci saluta con 1 solo punto in classifica e 8 gol subiti in 3 partite. Il tutto in un Girone G che poteva essere benissimo alla loro portata nonostante la presenza dello strafavorito per la vittoria finale, il Brasile dell’infortunato Neymar.

Questa prima parte dei campionati mondiali ha già fatto vittime illustri, ma non c’è il tempo di soffermarsi troppo sui risultati, da oggi già si riparte con gli ottavi di finale.

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Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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