Il 10 e 11 ottobre 2026 le Giornate FAI d’Autunno a Treviso e provincia hanno proposto quattro siti, tra suggestione bellezza e cultura. Noi abbiamo visitato la splendida Villa Rubbi Serena a Ponzano Veneto

Le aperture del FAI quest’autunno a Treviso e provincia si diceva erano quattro, il Memoriale Brion (Altivole), grande classsico, la Casa di Cultura Goffredo Parise (Ponte di Piave), I Ciardi a Quinto di Treviso (Quinto di Treviso) e Villa Rubbi Serena (Ponzano Veneto).
La nostra visita a Villa Rubbi Serena non può prescindere dalla consueta accoglienza dei volontari, volitiva e intrisa di passione con la presentazione del FAI, dalle origini ad oggi e dalla guida di un virtuoso e appassionato cicerone che ci illumina sul bene. Partendo dalla costruzione avviata nel settecento da Agostino Rubbi, rampollo esponente di una famiglia bergamasca, commercianti di tessuti, che da anni avevano fatto fortuna. Le trasformazioni moderne che ha avuto in parte, comprendono il bellissimo oratorio ovale con peristilio a tre colonne e tre statue costruito a metà del 1700 che si affaccia sulla strada. Segue il muro di cinta con pilastri e cancello principale con accesso al giardino e al corpo padronale. Proseguendo troviamo la facciata anteriore che si presenta con balcone a trifora al primo piano e frontone triangolare sul cornicione del tetto .Nella parte posteriore della villa due piccoli fabbricati a un solo piano che all’epoca pare fossero uniti da una loggia. Fra le due finestre spicca uno splendido camino, in pregiato marmo rosso di Verona, che all’epoca serviva per scaldare i primi mesi di primavera e l’inizio dell’autunno in quanto questo era il periodo dove i nobili svernavano eleggendo la magione a buen ritiro. Dopo la scomparsa di Carlo Rubbi si sono succceduti diversi propietari e nel 1846 fu acquistata dal prof. Pier Alessandro Paravia, i nobili Boldù di Venezia e gli istriani Pusinich. Nel 1916 fu acquistato da Lorenzo Serena. Durante la prima guerra mondiale la villa ospitò un avamposto italiano e non mancarono i saccheggiamenti, con parte degli stucchi che andarono completamente distrutti. Dopo l’esaustiva nonché piacevole “spiega” del nostro preparatissimo narratore è l’ora dei saluti e dell’ennesima conferma del valore della missione del FAI, orgoglio della nostra cultura di sensibilizzazione di patrimoni e progetti che hanno a cuore territori e luoghi. Da Ponzano è tutto.
Credit photo by FAI
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