Claudia Cattani, Presidente di BNL BNP Paribas, racconta come le banche possano diventare un volano per la sostenibilità nelle imprese e nella società, tra innovazione, parità di genere e formazione continua
MILANO.In un momento storico in cui sostenibilità, inclusione e innovazione sono al centro delle strategie aziendali, le banche possono giocare un ruolo decisivo nel guidare il cambiamento. Ne parla Claudia Cattani, presidente di BNL, BNP Paribas e FinDomestic Banca, nonché consigliere di amministrazione della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice. Cattani racconta come gli istituti che guida stiano promuovendo pratiche sostenibili nelle imprese, supportando filiere produttive, terzo settore e categorie fragili, e valorizzando al contempo diversità, parità di genere e formazione continua all’interno della banca stessa.
Presidente, in che modo le banche possono diffondere una vera cultura della sostenibilità nelle imprese?
«Innanzitutto finanziando attività che implementano la sostenibilità in ambito aziendale – spiega Cattani – e non solo rivolgendosi alle grandi imprese per progetti green, ma anche alle loro filiere di piccole e medie aziende. Così si estende l’impatto a tutti i livelli produttivi.
Ci sono poi iniziative dedicate al terzo settore, con finalità di inclusione sociale, e attività che supportano soggetti – donne, giovani, migranti – che normalmente non avrebbero accesso al credito attraverso il sistema bancario tradizionale, come nel caso di Permicro, la nostra piattaforma di sostegno a categorie fragili. In questo modo, si garantisce una diffusione capillare dei principi di sostenibilità.»
Operando su diversi fronti, è possibile coinvolgere un numero maggiore di utenti?
«Certamente – conferma la Presidente – l’obiettivo è proprio questo. Intervenendo in più ambiti, possiamo raggiungere il maggior numero possibile di imprese e persone, applicando la sostenibilità anche attraverso l’inclusione sociale.»
All’interno delle aziende esiste anche una dimensione di sostenibilità legata al clima interno e alla soddisfazione del personale. Come conciliare questi aspetti con gli obiettivi economici?
«La soddisfazione dei dipendenti e l’inclusione non sono in conflitto con gli obiettivi economici; anzi, ne sono uno strumento. Abbiamo numerose iniziative per garantire un elevato grado di benessere del personale, valorizzando diversità di genere, età e background. Nella mia banca convivono quattro generazioni di lavoratori, presto cinque, e insegnare loro a collaborare significa mettere a fattor comune valore concreto, strumento di successo economico.»
La sostenibilità include anche la parità di genere. Lei è l’unica donna presidente di banca in Italia…
«Sì, e sono affiancata dall’unica amministratrice delegata donna. Questo è un segnale di novità e di ottimismo per il futuro della parità di genere. A livello manageriale, stiamo raggiungendo una rappresentanza femminile vicina al 50% grazie a politiche di scouting e valorizzazione dei talenti femminili. Il nostro impegno è certificato: per il terzo anno consecutivo abbiamo ottenuto il riconoscimento per la parità di genere, con punteggi in costante aumento.»
Quanto è importante la formazione nelle aziende?
«Fondamentale – risponde Cattani – soprattutto in un periodo di grande cambiamento. La formazione non è più solo un valore aggiunto, ma una condizione necessaria per restare sul mercato del lavoro. Stiamo affrontando la rivoluzione delle intelligenze artificiali, strumenti potenti che devono essere governati dall’uomo, non il contrario. È essenziale imparare a usarli per innovare senza perdere il controllo.»
Qual è il ruolo di una banca oggi nel promuovere sostenibilità e inclusione?
«Le banche non sono più solo erogatrici di credito. Possono e devono diventare motori di cambiamento culturale ed economico, sostenendo imprese, terzo settore e individui. In questo modo, contribuendo a un futuro più sostenibile, inclusivo e innovativo, si crea valore reale a tutti i livelli.»
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