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L’Assemblea Generale dell’ONU fa pressione per l’adesione della Palestina

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L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è riunita nuovamente a New York venerdì per una sessione speciale d’emergenza sulla crisi di Gaza e ha approvato a larga maggioranza una risoluzione che rafforza i diritti della Palestina all’interno dell’organismo mondiale come Stato osservatore, senza offrire l’adesione a pieno titolo. 

NEW YORK. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha recentemente adottato una risoluzione che concede alla Palestina nuovi “diritti e privilegi” all’interno dell’ONU e sostiene la sua richiesta di diventare uno stato membro a tutti gli effetti. Questa risoluzione è stata presentata dagli Emirati Arabi Uniti ed è stata approvata con 143 voti favorevoli, 9 contrari (tra cui gli Stati Uniti e Israele) e 25 astenuti (tra cui Italia, Germania e Regno Unito).

Fino ad oggi, la Palestina è stata uno stato osservatore all’ONU dal 2012. La nuova risoluzione le concede una serie di nuovi diritti, tra cui il potere di partecipare alle discussioni su una vasta gamma di argomenti, proporre autonomamente temi da discutere e prendere parte a dibattiti e conferenze dell’ONU. Tuttavia, la Palestina non avrà ancora il diritto di voto nelle risoluzioni discusse dall’Assemblea Generale.

È importante notare che questa mossa è stata considerata principalmente simbolica da vari osservatori e non garantisce automaticamente che la Palestina diventi uno stato membro dell’ONU. L’adesione deve infatti essere approvata dal Consiglio di Sicurezza, che include membri permanenti con diritto di veto come gli Stati Uniti. Il Consiglio aveva respinto una precedente risoluzione per l’adesione della Palestina all’ONU a causa del veto degli Stati Uniti. La nuova risoluzione chiede al Consiglio di rivalutare la sua posizione in merito.

Gli Stati Uniti hanno criticato la risoluzione, sostenendo che sia un tentativo di aggirare il voto del Consiglio di Sicurezza e che il miglior modo per consentire alla Palestina di diventare uno stato membro dell’ONU sia attraverso negoziati diretti con Israele.

Il testo finale della risoluzione è stato modificato per soddisfare le richieste di paesi come gli Stati Uniti, la Russia e la Cina, specificando che i nuovi diritti concessi alla Palestina non creeranno un precedente per altre situazioni simili in futuro. Questo emendamento è stato fatto per evitare che la procedura possa essere applicata ad altri paesi con situazioni complesse, come Taiwan o il Kosovo.

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