Dal Vietnam a Treviso, fino al trionfo internazionale: Davide Zanatta conquista il Festival delle Giovani Eccellenze
TREVISO. A 25 anni lo scenografo trevigiano, nato a Ho Chi Minh e adottato da una famiglia della Marca, ha ricevuto a Trieste il riconoscimento internazionale per la sezione Arti Visive e Scenografia. Un percorso costruito tra musica, arte, teatro e cinema.
«Non ci sono solo disagio e baby gang. Noi giovani possiamo esprimere anche storie di valore».
È con queste parole, forti e consapevoli, che Davide Thanh Ha Zanatta, 25 anni, ha accolto il riconoscimento internazionale conquistato alla terza edizione del Festival Internazionale delle Giovani Eccellenze, nella sezione dedicata alle Arti Visive e alla Scenografia.
La cerimonia si è svolta venerdì 28 agosto nel prestigioso Salone di Rappresentanza del Palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia, a Trieste, riunendo giovani talenti under 30 provenienti da diversi Paesi, tra cui Israele, Uzbekistan e Bielorussia.
Per Zanatta è arrivato così un premio che racconta non soltanto il valore del suo lavoro artistico, ma anche un percorso personale costruito nel tempo attraverso studio, disciplina e passione.
Nato a Ho Chi Minh, in Vietnam, Davide è stato adottato all’età di quattro anni da una famiglia trevigiana che lo ha sempre accompagnato e sostenuto nelle sue scelte. A soli sei anni ha iniziato a studiare violino, coltivando parallelamente una sensibilità artistica che lo avrebbe portato al liceo artistico e, successivamente, all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ha conseguito la laurea in scenografia.
Musica e arti visive sono diventate così due anime dello stesso percorso.
Ed è proprio tra le aule dell’Accademia veneziana che è nata la candidatura che lo ha portato sul palco di Trieste. A segnalare il suo nome alla giuria è stato infatti Aran Cosentino, 24 anni, a sua volta premiato durante la manifestazione con una borsa di studio per il suo impegno in ambito ambientale.
I due si erano conosciuti alcuni anni fa a Venezia, impegnati insieme nell’organizzazione dell’Open Day dell’Accademia. Cosentino aveva avuto modo di apprezzare non soltanto l’eccellenza accademica di Zanatta, ma anche il suo spirito collaborativo e la capacità di lavorare con gli altri. Da qui la decisione di proporne il nome per il riconoscimento internazionale, candidatura che ha raccolto il pieno consenso della commissione.
Dal teatro al cinema
A soli 25 anni Davide Zanatta può già vantare esperienze professionali di rilievo. Nel suo curriculum figurano collaborazioni con realtà prestigiose come il Teatro La Fenice di Venezia e il Teatro Olimpico di Vicenza, oltre all’esperienza nel cinema sul set di Meglio non sapere, diretto da Andrea Porporati e interpretato, tra gli altri, da Cristiana Capotondi.
Ma il rapporto con Treviso rimane particolarmente forte.
Lo ha dimostrato anche lavorando sul set della serie televisiva L’Ispettore Stucky, diretta da Valerio Attanasio e con Giuseppe Battiston nel ruolo di guest actor. Le riprese notturne gli hanno permesso di vivere la città da una prospettiva insolita, consolidando ulteriormente il legame con il territorio nel quale è cresciuto.
E proprio Treviso sarà al centro del prossimo progetto del giovane scenografo.
Per la sua tesi di laurea magistrale, Zanatta sta infatti lavorando alla trasformazione dell’opera lirica Il Signor Bruschino in un film ambientato nel capoluogo della Marca. Tra le location individuate figurano lo storico Ristorante Alfredo e il pub irlandese Wishing Well, in viale della Repubblica.
Un progetto che unisce ancora una volta le sue diverse passioni: teatro, musica, cinema, scenografia e territorio.
Giovani, talento e responsabilità
A consegnare il premio a Davide Zanatta è stata l’associazione no profit Atelier di Creatività (D’Este Production), guidata dal ventenne goriziano Andreas Martin Fedrigo, in collaborazione con il Club per l’UNESCO di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.
«Vogliamo dimostrare che i giovani non sono solo sinonimo di rassegnazione o disinteresse – ha sottolineato Fedrigo –. Ci siamo anche noi ragazzi coscienziosi, che creiamo arte, disegniamo scenografie magnifiche, difendiamo la natura e aiutiamo il prossimo. Crediamo nell’etica e pretendiamo che l’impegno per la bellezza e la cultura torni a essere un valore centrale».
Il riconoscimento assegnato a Zanatta assume così un significato che va oltre il singolo percorso professionale.
È il ritratto di una generazione che sceglie di investire nella propria formazione, di costruire competenze e di trasformare la creatività in un progetto concreto. Una generazione che, partendo anche da un territorio come quello trevigiano, può arrivare a confrontarsi con realtà e palcoscenici internazionali.
La storia di Davide Zanatta, dal Vietnam a Treviso e da Treviso ai grandi teatri, al cinema e ora a un premio internazionale, racconta proprio questo: il talento può nascere ovunque, ma sono studio, impegno e passione a dargli una direzione.
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