La mostra dei Faraoni alle Scuderie del Quirinale
L’Antico Egitto non esaurisce mai il suo fascino.
Ne è la dimostrazione la mostra ora in corso alle Scuderie del Quirinale, che si occupa in particolare dei Faraoni.
L’esposizione presenta oltre 130 reperti, molti dei quali provenienti dal Museo del Cairo e mai visti prima in Italia, tra cui statue, sarcofagi e gioielli, come il sarcofago della nobildonna Tuia.
Infatti anche per chi ha già visitato il Museo egizio di Torino o addirittura il vecchio allestimento del Museo del Cairo, l’allestimento ed i pezzi esposti in questa mostra saranno una sorpresa.
Anche la scelta di esporre i pezzi in modo da poterli gustare pienamente, perché non scelti in quantità, ma per qualità.
Curata dal Dr. Tarek El Awady, i Tesori dei Faraoni è un evento straordinario e unico per ammirare opere e reperti eccezionali, tra cui alcuni esposti per la prima volta in Italia: è infatti la seconda volta che l’Egitto autorizza un’esposizione così imponente dopo quella dei primi anni Duemila a Palazzo Grassi di Venezia.
Il percorso espositivo si snoda in sei sezioni tematiche, che raccontano una civiltà senza tempo – il ruolo divino dei faraoni, l’organizzazione sociale, la spiritualità, i rituali dell’aldilà e le scoperte archeologiche più recenti – con capolavori in prestito dai più illustri musei egiziani, come il Museo Egizio del Cairo e il Museo di Luxor, a cui si aggiunge il contributo del Museo Egizio di Torino con un prezioso manufatto.
Tra i reperti eccezionali esposti infatti vi è anche la Mensa Isiaca, proveniente dal nostro museo.
Questa straordinaria tavola in bronzo, realizzata nel I secolo a.C. con la tecnica della fusione a cera persa e finemente decorata con intarsi in rame, argento e niello, è oggi interpretata come una rappresentazione visiva degli inni greci dedicati al culto di Iside, celebrato a Roma.
Secondo l’ipotesi più accreditata, la Mensa Isiaca era originariamente posta nell’Iseum Campense, ovvero il tempio di Iside al Campo Marzio. Il culto della dea Iside viene introdotto a Roma già nel II secolo a.C., quando i Romani, espandendosi nel Mediterraneo orientale, intercettarono l’ammirazione che i Greci avevano per la civiltà del Nilo già dal tempo di Erodoto (V sec. a.C.).
La mostra, quindi, frutto di una prestigiosa collaborazione tra Italia ed Egitto che celebra il valore della diplomazia culturale, ripercorre le tappe fondamentali della civiltà egizia, dalle sue origini fino all’età d’oro dei grandi faraoni del Nuovo Regno e del Terzo Periodo Intermedio.
Tra le opere esposte, vi sono la monumentale scultura della Triade di Micerino (Antico Regno), il sarcofago d’oro della regina Ahhotep (Nuovo Regno), la Collana delle Mosche d’Oro della regina Ahhotep, la maschera funeraria d’oro di Amenemope, il sarcofago d’oro di Thuya, nonna del faraone Akhenaton, la copertura funeraria d’oro del faraone Psusennes I (Terzo Periodo Intermedio), le statue di Sennefer, Ramses VI e Thutmose III, insieme a gioielli reali, oggetti di uso quotidiano e sarcofagi ornati da simboli sacri.
La mostra dedica, inoltre, un interessante approfondimento sulla Città d’Oro, un insediamento databile al regno di Amenhotep III e Akhenaton, riemerso grazie a un eccezionale scavo archeologico, i cui reperti offrono uno sguardo inedito sulla società egizia, sulla vita quotidiana e gli usi degli artigiani al servizio della corte, che, con la loro maestria, hanno contribuito a costruire la storia.
L’esposizione, accompagnata da un catalogo curato dal Dr. Zahi Hawass, è inoltre arricchita da un calendario di appuntamenti, tra cui conferenze, visite guidate e laboratori didattici per adulti e bambini, per approfondire la cultura egizia, attraverso un’esperienza accessibile ed emozionante.
L’audioguida, scaricabile gratuitamente da un Quare Code, ha la voce di Alessandro Giacobbo, il conduttore televisivo di Fredoom, Oltre il confine, che molte volte nei suoi programmi collabora con il Dr. Zahi Hawass, di cui è divenuto anche un caro amico.
Un percorso tra mistero e meraviglia, che saprà stupirvi, nato dalla preziosa collaborazione tra due nazioni, che si propone di raccontare la storia di una società affascinante, con i suoi misteri ancora irrisolti e attorno alla quale, dunque, ruotano degli studi in continua evoluzione.
La mostra resterà aperta fin al 3 maggio tutti i giorni. Non perdetevi dunque l’occasione di visitarla, sfruttando magari uno dei prossimi ponti primaverili (25 aprile – 1 maggio).
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