Dopo una settimana dai blitz statunitensi e israeliani il dubbio che l’Iran avrebbe le capacità tecniche di riprendere l’arricchimento dell’uranio regna sovrano
Lo avrebbe affermato Rafael Grossi, capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), che oltre a rimarcare questo dubbio, pone anche un orizzonte temporale, quantificato in qualche mese. Il tutto nonostante i danni causati dalle bombe sganciate da Israele e Usa.
Ma non è tutto, per quanto riguarda il capitolo scorte, lo stesso numero uno Aiea avrebbe anche ammesso di non sapere dove possa essere finito questo materiale e confidare quantomeno ad una veloce chiarificazione.
Da questo intricato scenario, si comprende come l’allarme suonerebbe immediato, Teheran avrebbe il know- how e l’ennesima motivazione, dopo il multiplo attacco, di risalire la china verso l’arricchimento dell’uranio.
Le riflessioni che arrivano portano senza dubbio a puntare verso la linea della diplomazia e del negoziato, per evitare che l’Iran possa riavviare il programma, anche nel caso di distruzione appurata di quello precedente.
Uno spauracchio che si profila sempre più reale, basterebbero pochi mesi, con l’Iran che sembrava vicino alla bomba atomica e ora pronta a riorganizzarsi per ottenerla. È lo stesso Pentagono che ritiene che Fordow non sia stato affatto distrutto e tute le scorte di uranio arricchito siano rimaste in larga parte intatte.
Photo Credit by Wikipedia
Zero Biscuit di Mauro Lama
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