E la storia di tre amici sui quattordici anni che, per poter acquistare un ciclomotore Ciao, improvvisano una bancarella all’aperto vendendo limonate, al fine di coronare il proprio sogno
L’appuntamento è di quelli che si faranno ricordare, alle cinque del mattino, zona piazza Zardini a Pradamano, Udine. Il motivo? Poter raccogliere, con il lavoro, il quantitativo di soldini necessario per poter acquistare il ciclomotore dei sogni, in questo caso un Ciao, e già questo basta e avanza, raccontando la rappresentazione di una fanciullezza romantica, poetica. Ma ovviamente non serve, perché succede che il piccolo chioschetto, che vende non solo limonate, ma caffè, krapfen e dolcetti ad offerta libera, consigliata ad 1,50 cent, faccia immediatamente rumore, con le limonate che, complice l’estate feroce, una volta spremute fioccano, anche per avventori che giungono da Udine, piuttosto che da Butrio. Fino a quando non arriva una segnalazione alla Polizia Locale, il susseguente controllo e le “serrande che si abbassano“, mancando ovviamente le autorizzazioni. Il tutto provoca grandissima delusione tra i ragazzini, facendo crollare la prosa e le buone intenzioni, ma al contempo innescando il meccanismo delle visualizzazioni sui social che impazzano. Il mercatino di Pradamano ora diventa virale. E arriva anche il tributo popolare, con intenzioni di donazioni e offerte. Ma non è finita fino a quando non è finita e qui arriva il colpo di scena finale, sobrio, elegante, franco e ricco di personalità. I ragazzi stessi e le loro famiglie stoppano la generosità della gente, il motorino dovà arrivare solo con il lavoro, la lezione è impartita. Figlia di una matrice culturale che prevede il raggiungimento dell’obiettivo con il sacrificio e le idee.
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