La regia di Greta Scarano, con Matilda De Angelis e Yuri Turci attori protagonisti, ci interroga su di una famiglia, una condizione e il modo di governare il quotidiano affrontando una disabilità, disarcionando i tabù
Una storia vera, intrisa di sofferenza, dolcezza e raffinate provocazioni, con due fratelli che si ritrovano e in un certo modo affrontano una condizione che porterà lontano, con la vicinanza ritrovata. Iene e Omar che rinsaldano il legame sanguigno attraverso la “disabilità“ di Omar, quest’ultimo inglobato da una modalità familiare che prevede la gestione della condizione, senza nessuna ambizione di cambiamento o di ascolto dei messaggi del figlio, che del frastuono ne fa un mantra, ma appaiono inascoltati, invisibili.
Poi il ritorno di Irene, la sorella scappata via anzitempo complice la dipartita dei genitori causa alcuni esami clinici, scombinerà tutto lo scacchiere, issando il manifesto della felicità.
Ed è proprio questo il sentimento che muove la storia e la sinossi interpretativa della pellicola, intenta dapprima ad arginare lo stato di Omar, che nella sua condizione provoca piacevolmente tutti, per poi dirigere il percorso verso il suo lido preferito. vivere normalmente. Come suo diritto, senza malcelati pregiudizi.
E la consuetudine in questo caso è data dalla partecipazione ad un talent, una fidanzata e dei futuri figli, ma questo sarà dato a sapere, visto che il messaggio del film vira dritto verso l’incapacità di una famiglia di affrontare la diversità per questioni culturali e ataviche, quasi a voler detenere la soluzione, che è quella di voler mantenere tutto intonso, anche se deflagrato negli anni dalla diversità. Un arrocco difensivo in buona fede, arrendevole e solitario. Ma sempre in affanno.
Anche se dietro l’angolo arriverà l’emozione, il cambiamento e la felicità.
Intravisti per voi di Mauro Lama
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