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La Via dei Tigli – Impronte d’Anime

2 minuti di lettura

“Già dal 2015 avevo intenzione di organizzare una esposizione artistica delle opere di frottage realizzate sui ceppi di via Barbiero. Sono passati due anni e alcuni pezzi di questa opera sono stati esposti in Accademia di Belle Arti di Venezia, a Ca’ dei Carraresi di Treviso e a Brescia, aggiudicandosi riconoscimenti da critica e pubblico. Mancava Mogliano, dove l’opera è stata concepita.”

 

Commenta così il “nostro” Ennio Tortato, artista e scrittore moglianese, che, grazie alla collaborazione dell’Associazione Culturale Mojan, è riuscito a portare “in patria” la mostra “La Via dei Tigli: Impronte d’Anime” di Chiara Lorenzetto (qui il link al suo sito), aperta al pubblico sino a domenica 1 ottobre prossimo.

Si tratta di un percorso espositivo attraverso i disegni acquisiti dai ceppi degli alberi del Viale dei Tigli. In ogni impronta di questa lunga serie è impressa l’anima di ciascun esemplare che custodisce e racconta storie di vita e di cultura.

 

Ho avuto il piacere di visitare questa esposizione qualche giorno addietro e ne sono rimasto impressionato. Le opere scendono sospese dalla travatura lignea della sala con la stessa eleganza con la quale i nostri tigli si ergevano sul Viale. Pare di passeggiarci, di passarci in mezzo e di respirare il loro profumo. Forse anche di più, si possono guardare in volto, perché Chiara ha pazientemente e con maestria raccolto ogni singola venatura del loro tronco. Ogni spaccatura a raccontare chissà quale accadimento, ogni anno della loro vita descritta in quella serie concentrica di anelli di storia Moglianese.

L’opera ha una capacità comunicativa che solo la natura sa avere con l’uomo, nel suo silenzio assordante intersecato da canti e rumori. Credo ci sia stata una sorta di comunicazione, di scambio di esperienze, tra l’artista e gli alberi mentre ne immortalava  l’impronta della loro anima.

 

Passando tra una fila d’opere e l’altra mi son ricordato che una delle prime passeggiate che feci con la Donna che ora è mia moglie fu proprio in Vial dei Tigli. Era novembre, un freddo pomeriggio di nubi e di nebbia, lo percorremmo lentamente passeggiando, mano nella mano, quasi ci accompagnassero uno ad uno in un percorso che da allora prosegue. E chissà quali e quanti ricordi hanno accompagnato ed accompagnano tuttora queste “Anime” in tutti noi.

Ad un tratto mi son balzate in mente le note di un’altra opera di Nick Cave, “Lime Tree Arbour”, “Vial dei Tigli”, che io adoro. Cotanta arte assieme mi ha commosso.

 

Scrivere che l’esposizione merita una visita è riduttivo, così come lo è dire semplicemente che è stata realizzata con tecnica, maestria e professionalità encomiabili.

Andate ed apprezzate l’Opera e l’Artista, ne vale la pena.

 

Alvise Rigoni

 

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