Domenica 15 marzo alle ore 18 Dolomiti Hub di Fonzaso (BL) ospiterà “544”, spettacolo teatrale di e con Elisa Marangon, diretto da Irene Curto e prodotto da Cosmorose in collaborazione con Kaliscopio Teatro Off di Treviso
Fonzaso (BL) – Il titolo 544 si riferisce all’articolo del Codice Penale che fino al 1981 regolava il cosiddetto “matrimonio riparatore”, una norma che permetteva allo stupratore di evitare la condanna sposando la propria vittima. Una legge che non tutelava la donna ma il “buon costume” sociale, inserendo la violenza sessuale tra i delitti non contro la persona ma contro la moralità pubblica e assimilando la donna a una proprietà maschile.
Il coraggio di dire NO
Franca Viola, nata ad Alcamo il 9 gennaio 1947, è stata la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore, diventando un simbolo dell’emancipazione femminile.
Correva l’anno 1965, Franca, dopo essere stata rapita e violentata, si oppose alle nozze con il suo aggressore, Filippo Melodia, denunciandolo. Il suo gesto ruppe una consuetudine iniqua, anticipando le battaglie per la parità di genere in Italia.
Era il 26 dicembre 1965 e Franca aveva 17 anni. Venne sequestrata e violentata per diversi giorni da Filippo Melodia, un esponente di una famiglia mafiosa locale. La prassi dell’epoca, sostenuta dall’articolo 544 del Codice Penale (poi abrogato), prevedeva che il matrimonio riparatore estinguesse il reato.
Ma Lei disse no. Supportata dalla famiglia, Franca Viola scelse di non sposare il suo stupratore, sfidando le convenzioni sociali e l’onore della famiglia, allora considerate prioritarie rispetto alla dignità della donna.
Il processo si concluse nel 1966 con la condanna di Melodia. Il gesto di Franca Viola fu fondamentale per la successiva abolizione del matrimonio riparatore e del “delitto d’onore” in Italia, avvenuta solo nel 1981.
Nel 1968 Franca si è sposata con Giuseppe Ruisi. Vive lontana dai riflettori, ma la sua storia ha segnato una svolta cruciale nei diritti delle donne nel Paese.
Elisa Marangon è Franca Viola
Educatrice alla teatralità ed attrice. Inizia il suo percorso all’Accademia Venezia in scena di Adriano Jurissevich, si perfeziona con numerosi altri maestri quali F. Apolloni, S. Pesce, F. Rosellini, E. Fainello, F. Girardello, M. Costanzo, G. Busetto, M. De Rossi, G. Gargiulo e A. Moriconi. E’ impegnata nella promozione del teatro per bambini e adolescenti, inteso come strumento di sviluppo psico-fisico, dall’espressività creativa alla capacità di relazione. Lavora principalmente con scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, inoltre organizza anche corsi pomeridiani e serali per bambini e adulti. Dal 2023 collabora a stretto contatto con Irene Curto entrando a far parte dell’organizzazione Kaliscopio occupandosi della Segreteria e dell’Organizzazione Generale. Interpreta “Ricino” nella mise en espace di Filomela e Prokne scritto e diretto da Irene Curto.
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