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La storia dell’Ottica Galileo – Il Teatro in via Verdi

 IL TEATRO IN VIA VERDI …comunque sia  bisogna avere occhi! Storia della Galileo Industrie ottiche Venerdì 31 maggio alle ore 19, inizio area pedonale   Dopo la musica indiana, i poeti mestrepolitani, le musiche popolari, l'arte contemporanea e il ricordo di

 IL TEATRO IN VIA VERDI …comunque sia  bisogna avere occhi! Storia della Galileo Industrie ottiche Venerdì 31 maggio alle ore 19, inizio area pedonale

 

Dopo la musica indiana, i poeti mestrepolitani, le musiche popolari, l’arte contemporanea e il ricordo di Sara Campesan, è la volta del teatro.

 

Dopo averci regalato lo scorso anno lo spettacolo Storie di noi tanti, Linda Bobbo, assieme a Vanni Carpenedo, torna in via Verdi con uno spettacolo scritto da Antonella Saccarola.

 

Argomento sarà l’industria ottica Galileo, presentato così dall’autrice: “Una storia che mi affascinava, una storia sofferta che appartiene ai lavoratori Galileo ma anche alla città e alla storia di Porto Marghera; una fabbrica dismessa che si sta coprendo di rovi e bambù che ne coprono la scritta e la memoria. Per ridare memoria a questa storia, soprattutto ai giovani, ho scritto questo testo, frutto anch’esso di una ricerca sociale, di interviste a operai che hanno lavorato nella fabbrica, in diversi reparti.

 

Strada facendo ho scoperto che sono veramente tante le persone, uomini e donne, che hanno lavorato alla Galileo Industrie Ottiche e che molti negozi di ottica della provincia sono stati aperti da ex dipendenti della fabbrica.

 

Una storia delicata, difficile da raccontare, mediatori sono i personaggi Ettore e Vania, marito e moglie che si sono conosciuti alla Galileo e che ne hanno condiviso le vicende fino alla chiusura nel 2000.

 

Una cosa che mi ha colpita nella ricerca è che molti lavoratori Galileo andavano al lavoro cantando: all’alienazione della fabbrica era contrapposta la relazione fra operai; in molti nelle interviste hanno riferito che alla Galileo sono cresciuti, umanamente e politicamente.

 

Nella ricerca ho capito anche che alla Galileo c’era un’alta tecnologia, che la lente era prodotta e lavorata, controllata con cura, in uno sforzo collettivo teso a raggiungere la perfezione della lente. Anche questo mi affascinava, il vedere, in questi tempi opachi, perché, come dice Ettore, riportando le parole di suo padre: ‘Comunque sia… bisogna avere occhi!’

 

Informazioni potete trovarle nella nostra pagina  www.facebook.it/viaverdimestre.

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