Presentato all’81 esima Mostra del Cinema di Venezia è in primo luogo una formidabile storia d’amore contemporanea
Forse sognare non ha un prezzo, ma in questo caso sarebbe difficile stimare o calcolare questa piccola grande favola in sala dal 3 ottobre direttamente dalla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha incontrato piacevolmente i pareri di critica e pubblico per originalità e narrativa.
Siamo in periferia a Milano e la regista Paola Randi con un cast irresistibile composto da Gabriele Monti, Ludovica Nasti e Samuele Taneggi impiega poco per porci di fronte giovani, sentimento e quella voglia di voler vivere una vita assolata, a cui tocca dar di conto a tutto quello che diventa complesso e inarrestabile.
Carlo e il suo inseparabile amico Frank hanno un destino che si imbatte un giorno in Nina, una ragazzina di 15 anni costretta a fuggire non solo dalla sua fanciullezza, bensì dal suo inconsueto ménage familiare, composto da un figlio, un marito e una vita fin toppo precocemente adulta e complicata,
Come un manifesto futuristico la pellicola ama scomporsi e ricomporsi dipendendo dalle sorti della Nina, sempre vicina alla libertà ma mai del tutto emancipata dalla sua storia, con i due splendidi amici intenti a lanciare il cuore oltre l’ostacolo per lei, con una Milano che aleggia sempre nell’aria, tra circonvallazioni e nuove soluzioni architettoniche, metropolitane, tram e tutto quello che la grande città è pronta a dare e togliere.
Ma è la continua ricerca di identità dei ragazzi, che ricercano con ambizione e abnegazione, a donare al film quel tocco di grazia al di là della pura sinossi, della trama fine a stessa in quanto tale, liberando i protagonisti a pieno titolo, popolando la pellicola di verità e sincera autorevolezza.
Perchè “La storia del Frank e della Nina“ è una idea contemporanea che regala emozioni e celebra coraggio e pura determinazione.
Intravisti per voi di Mauro Lama
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