I concessionari degli stabilimenti balneari, in accordo con le loro associazioni capitanate da Sib-Fipe e Fiba-Confesercenti, hanno manifestato oggi con uno “sciopero” dalle ore 7,30 alle 9,30 con ombrelloni chiusi, per invocare l’intervento del governo Meloni
Litorali italiani – L’hanno chiamata la serrata gentile dei balneari che tentano di far fronte alla procedura d’infrazione aperta dall’UE con una mappatura secondo cui solo il 33% dei litorali sarebbe occupato da imprese balneari. A questo risultato si arriva però solo annoverando nelle aree costiere anche aree militari, aeroporti, parchi naturali, porti e aree industriali, tentativo che è stato rispedito al mittente con il rischio di deferimento del caso alla Corte di Giustizia di Bruxelles.
I concessionari denunciando la mancanza di chiarezza da parte della normativa, che gode dell’appoggio diretto da parte della ministra del turismo Santanchè. Si sono pertanto preparati ad una vera e propria serrata articolata in più giornate, a cominciare da oggi.
Questa mattina ,venerdì 9 agosto, molti imprenditori balneari hanno ritardato l’apertura degli ombrelloni in occasione della prima delle 3 giornate di sciopero nazionale.Gli ombrelloni degli stabilimenti che aderiscono alla mobilitazione sono rimasti chiusi per due ore.
“Un’iniziativa doverosa di fronte a un’irresponsabile e sconcertante fuga dalle proprie responsabilità della politica e segnatamente del governo”, hanno detto i presidenti dei sindacati Sib-Fipe e Fiba-Confesercenti, Antonio Capacchione e Maurizio Rustignoli, che hanno lanciato l’iniziativa.
Da anni L’USB attraverso la campagna Cercasi Schiavo denuncia le condizioni di lavoro del settore del turismo stagionale, dove le condizioni di sfruttamento sono generate tanto dalla povertà dei CCNL applicati quanto da una dilagante irregolarità che vede nel lavoro nero e grigio i suoi capisaldi. Una condizione intercettata anche dall’inchiesta condotta nel 2023 dall’ispettorato del lavoro nazionale che ha rilevato tassi d’irregolarità del 76%, con picchi del 95% al Sud e del 78% al Nord-Ovest.
Ma è lotta sui numeri dell’adesione alla serrata gentile, non è stata affatto gentile, anzi…
“L’ombrellone è mio e lo gestisco io” è l’ideale slogan che dallo stabilimento Twiga, quello dei vip di Forte dei Marmi, ai bagni per proletari dell’Adriatico, ha accomunato una categoria. Una serrata più che gentile, anomala, che neanche lontanamente si avvicina alla rabbia della corporazione “cugina” dei taxisti, le cui proteste lasciano sempre sulla vivibilità delle città. Insomma, secondo molti un’idea abbastanza strampalata, da immaginarsi frustrante per quei pochi che l’hanno fatta e comica per chi l’ha subita.
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