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La rubrica del venerdì: la nascita della Repubblica Italiana

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Sfogliare una pagina gloriosa della nostra storia non ci farà certamente male, anzi, ricordare i fasti di determinati avvenimenti ci riempie di gioia, regalandoci così quella dose di ottimismo, utile per andare avanti e sopportare meglio gli eventi negativi che si susseguono giorno per giorno.

 

Quest’anno ricorre il 75° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana. Nel 1945, appena finita la Seconda Guerra Mondiale, congiuntamente alla sconfitta del regime fascista e l’uccisione di Benito Mussolini, gli Italiani avevano ritenuto maturi i tempi per passare dal sistema monarchico a quello repubblicano. Pertanto venne indetto il Referendum Costituzionale, nel quale, per la prima volta, votavano anche le donne. Il popolo scelse la Repubblica, dando, con il loro voto, il benservito al Re Umberto II° di Savoia.

 

Finita la Seconda Guerra Mondiale e morto Benito Mussolini, anche il Re fu messo sotto accusa perché ritenuto responsabile di non aver saputo reagire alle angherie di Mussolini durante la sua tirannia e di aver autorizzato una guerra che, sotto tutti i punti di vista (dalla maggioranza del mondo politico e dal popolo italiano) non era ritenuta né necessaria, tanto meno opportuna.

La sconfitta dell’Italia in guerra comportò la perdita di alcuni territori a favore di quelle nazioni che la guerra l’avevano vinta. In questo modo, tutta l’Istria (fino a quel momento italiana), la zona Nord di Fiume e parte della regione balcanica annessa alla Venezia Giulia andarono all’ex Jugoslavia e dopo alla Croazia. Nell’area nord italiana, invece, alcuni territori passarono sotto il controllo dell’Austria e della Francia.

 

Con il referendum istituzionale, 12.717.913 voti favorevoli alla Repubblica vinsero contro i 10.719.284 che appoggiavano la Monarchia.

 

 

In quella circostanza così importante per le sorti della Nazione era Presidente del Consiglio dei Ministri l’Onorevole Alcide De Gasperi (DC), il quale, preso atto del risultato, assunse provvisoriamente le funzioni di Capo dello Stato. Fu inaugurato anche il nuovo Parlamento, che procedette all’elezione del primo Presidente della Repubblica, l’Onorevole Enrico De Nicola, che restò in carica fino al 1948, nell’attesa di eleggere il primo vero Presidente, l’Onorevole Luigi Einaudi.

 

Il nuovo Parlamento dopo il Referendum Costituzionale del 1946 fu presieduto da Giuseppe Saragat (PSIUP), al quale successe nel 1947 l’On. Umberto Terracini (PCI) fino al 1948 e venne denominato Assemblea Costituente fino alle elezioni che si tennero nel 1948.

Fu istituita una Commissione di Giuristi qualificati, di accertata fama nazionale e competenza per redigere il Nuovo Statuto della neonata Repubblica che chiamarono Carta Costituzionale, della quale fecero parte 75 membri del nuovo Parlamento Italiano scelti tra i Partiti col sistema proporzionale. Nel 1948 si celebrarono le prime effettive votazioni democratiche in Italia con i cui risultati ebbe vita anche politicamente la Repubblica italiana.

 

A cura di Nuccio Sapuppo

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