L’esplosione di un reattore nucleare nella centrale di Chernobyl 1986
L’esplosione di un reattore nucleare nella centrale di Chernobyl immediatamente creò nell’immaginario collettivo del mondo intero l’impressione e la convinzione che l’effetto di quel disastro potesse causare la fine del mondo, tale fu la portata di quella catastrofe causata da quella tremenda detonazione. Soprattutto faceva paura la persistenza per diversi giorni della enorme nube tossica rimasta a passeggiare nel cielo russo, sputando i suoi gas micidiali che seminavano morte da dovunque essi passavano.
Il disastro di Chernobyl è stato un incidente nucleare avvenuto una notte del 1986 presso la Centrale nucleare di Chernobyl nell’allora Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. È stato accertato che la causa fu determinata da un errore umano, una imperfezione nella costruzione del reattore. I morti accertati il cui decesso è stato comunicato dalle Agenzie di informazione sovietiche sarebbero solo 66 ed in più 4.000 casi di tumore alla tiroide, che, per fortuna, sono stati trattati tutti con prognosi favorevole. A tutto il 2002 sono stati calcolati 15 morti. Le stime in termini di decessi causati dall’esplosione di Chernobyl però sono state contestate da quasi tutte le Organizzazioni Umanitarie del mondo. Pare che invece, i morti, su scala mondiale, siano stati stimati in circa 6.000.000 nel corso dei settant’anni trascorsi dalla data del disastro. Il Gruppo di Verdi del Parlamento Europeo in particolare, considerando anche le morti presunte, stimano i decessi causati dall’esplosione e dalla nube in più di 30.000.000.
Erano le ore 1,23 della notte del 26 aprile del 1986, quando gli impianti della centrale nucleare di Chernobyl fu scossa da una tremenda esplosione. Il sito si trova a 18 Km di distanza dalla città di Chernobyl e a 3 Km da quella di Pripyat, nell’area settentrionale di una Ucraina ancora facente parte dell’Unione Sovietica. E stato il più grave incidente mai verificatosi in una centrale nucleare civile, anche se il conteggio delle vittime è ancora incerto. La scala internazionale degli eventi nucleari lo ha classificato come evento catastrofico di 7° livello il massimo nel suo genere, assieme soltanto a quello di Fukushima, verificatosi nel 2011
Dalla data del disastro Pripyat non ha più smesso di essere una città fantasma e a Chernobyl vivono poco più di 1.000 persone.
Una nuvola di materiale radioattivo fuoriuscì dal reattore nucleare n° 4 e ricadde su vaste aree intorno alla centrale contaminandole pesantemente. Nonostante il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco del posto sempre in allerta, non fu possibile bloccare l’emissione radioattiva. Fu necessario organizzare in fretta l’evacuazione di circa 360.000 persone. Le nubi radioattive raggiunsero in pochi giorni anche tutta l’Europa Orientale, la Finlandia, la Scandinavia, toccando fortunatamente con radiazioni più miti anche l’Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l’Austria ed i Balcani, provocando un allarme generale e grandi polemiche contro i Dirigenti sovietici, col pesante rischio di gravi e nocive contaminazioni mortali.
A cura di Nuccio Sapuppo
Photo Credits: Getty Images
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