La Francia si avvia al secondo turno delle elezioni legislative che domenica 7 luglio potrebbero consegnare le chiavi della nazione al Rassemblement Nationale e al governo all’estrema destra
I numeri di domenica scorsa comandano e raccomandano RN che esce al 33%, ma c’è di più, ed è la neanche tanto utopica possibilità di poter arrivare al 7 luglio con 289 deputati e la maggioranza assoluta. Ça va sans dire.
Ma la vittoria virtualmente scontata dell’onda blu di Marine Le Pen forse ha le ore contate prima ancora di nascere e poter governare, all’orizzonte un assembramento pesante, una sorta di blocco di 218 candidati ritirati per poter far fronte ad un destino ineluttabile, piaccia o non piaccia
E Le Pen, pronta a fa sventolare all’Eliseo la bandiera tricolore e il giovane Bardella premier, quando accusa Macron di “colpo di stato amministrativo“ non è altro che il primo frame di uno scenario che si preannuncia carico di pathos e diverse ipotesi.
Ła scacchiera è un vero e moto perpetuo pronto a divincolarsi per poter arrivare ad un risultato frutto di apparentamenti, “cordate“ e accordi che prevedono voti e potere.
La Rive Droite attende l’Eliseo, conscia di una Gauche mai doma, pronta ad interpretare traiettorie e direzioni, in una sorta di sciarada complicata e allusiva, con la Parigi liberale e intellettuale alla finestra, ma con quella vena di creatività e anticonformismo diventato agée, che appartiene al passato. E la Sorbona che osserva da sempre sulla riva sinistra.
Instacult di Mauro Lama
Photo Credit by Ansa
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