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La Regina scomparsa, i due arcobaleni a Buckingham, il nostro giardino ancora verde

2 minuti di lettura

Sua Maestà Elisabetta II e l’indifferenza dell’Italiano medio.

Credo si stia scrivendo di tutto e di più a riguardo della morte della Regina d’Inghilterra, Donna che ha vissuto la Storia e ha contribuito a scriverla per la propria Nazione e il proprio Popolo.

Non solo. Ad esempio, sostò in Italia nel 1992 in un fuori programma per rendere omaggio al Giudice Falcone, recandosi nel luogo dell’attentato. Rese omaggio anche al popolo italiano, alla nostra Repubblica, inchinandosi a chi ha dato la vita per lo Stato, il nostro, non il suo.

Una Donna che, oltre che a esser regina, ha dovuto sopportare beghe familiari degne di una soap opera, ha dovuto saper comunicare con i Sudditi e ai Sudditi (uso questo termine per la devozione che gli inglesi hanno per Sua Maestà) ogni scandalo, anche con il silenzio, quasi a ricordare che lei ha conosciuto guerre, ha gestito carestie, attentati, lutti e disgrazie e che, in fin dei conti, lei poco c’entrava.

Quel che conta è il Popolo. Appena due giorni fa aveva insignito del ruolo di Primo Ministro Liz Truss.

Affaticata, dolorante, alle ultime ore di vita ma dedicata al lavoro. L’ultimo atto prima di stendersi, peggiorare e spirare.

Scatta l’operazione London Bridge. Iniziano i primi commenti nei social, con post tra il serio e il faceto, ironizzando sulla sua immortalità presunta.

Fa riflettere come, però, sia stata banalizzata: “Beh, comunque era anziana”. “Ed ora leggiamo sti … di post sulla Regina”. “Diana non se la ricorda nessuno”. “Anche la vecchia è andata, eh”.

E avanti così. Senza nessun proseguire, tutto quel che c’era da dire è questo, secondo alcuni e non pochi.

Senza saperne nulla di storia, forse neanche di rispetto.

Perché, diciamoci la verità, quando ci muore la nonna di 87 anni piangiamo e stiamo male.Ma quello tocca noi, la nostra sfera.

Quel che è grave è il non comprendere come storicamente Elisabetta II sia stata peculiare per alcuni equilibri mondiali, come abbia gestito politicamente una Nazione da decenni multietnica, come si sia fatta amare anche da chi proprio inglese non è ma è da generazioni cittadino.

Effettivamente, noi Italiani non siamo più abituati ad amare i politici. Tra l’altro, manco la monarchia s’era fatta piacere molto, con l’ultimo re scappato dal Paese, anche senza un “Cordiali saluti”.

Non siamo più abituati a informarci, leggere, pensare che una monarca possa rappresentare un popolo, possa essere un riferimento per il Governo. E semmai l’avessimo e lo fosse, ahimè, qualcosa di ingiusto ci inventeremmo, perché l’unico colore non contestabile è l’erba verde del nostro giardino.

Tutto il resto non ci interessa.

Difatti “è morta la vecchia”, domani è sabato e lunedì iniziano le scuole.

Quel che talvolta spaventa è che la nobiltà potremmo conquistarcela e spesso la evitiamo.

La nobiltà di pensiero, di informarsi, di non esser superficiali non ha corone, mantelli e scettri. Potrebbe salvarci.

Dio salvi noi, che la Regina l’ha già salvata.

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