Dopo le più che discusse decisioni arbitrali nella partita della Nazionale azzurra di pallanuoto con l’Ungheria, la finale per il quinto posto con la Spagna inizia con la clamorosa protesta del settebello
PARIGI – Segnale forte da parte della Nazionale italiana di Pallanuoto. Troppo grande l’ingiustizia arbitrale subita durante i quarti di finale con l’Ungheria.
Nella scorsa partita Condemi era stato espulso per gioco violento perché aveva tirato in porta segnando la rete del momentaneo 3-3. Lasciando la palla aveva colpito involontariamente il difensore magiaro al termine del movimento del braccio. Un contatto di gioco come tanti. Ma prima gli arbitri e poi il VAR decidono per un colossale errore di valutazione: gol annullato, rigore per l’Ungheria che realizza il 4-2, giocatore italiano espulso e azzurri con un uomo in meno per 4 minuti. Il tutto con il pubblico e i giocatori imbestialiti.
A fine partita era subito partito il ricorso da parte della Federazione Italiana Nuoto per la ripetizione della partita verso World Aquatic. I primi due respinti per motivi contradditori. Il terzo (respinto anch’esso) ma con la cancellazione della squalifica a Condemi per l’assenza di violenza (brutalità) da parte dell’azzurro.
La protesta del settebello
Il settebello non ci sta. Durante l’inno nazionale la squadra si schiera dando le spalle alla giuria. Al fischio iniziale è proprio Condemi a vincere lo sprint iniziale per la prima palla con la Spagna che simbolicamente si ferma. Palla in mano e il Commissario Tecnico Campagna chiama il time out sostituendo l’attaccante che si infila la tuta e si siede in panchina.
Un gesto forte, che simula l’essere in 12 a referto senza appunto il giocatore squalificato. A quel punto Di Fulvio si disinteressa delle azioni avversarie, facendo giocare gli azzurri in sei per riprodurre i quattro minuti effettivi di inferiorità numerica vissuti con l’Ungheria.
La Spagna capisce il momento e cerca di non premere troppo il piede sul pedale, segnando solo tre reti. La partita poi continua normalmente con gli azzurri che rimontano ma alla fine perdono per 9-11. Una sconfitta sul campo che ora li porterà a giocare la finalina per il settimo posto, ma una vittoria di carattere per l’aver risposto con forza a una colossale ingiustizia sportiva che ha infranto i sogni di medaglia di questi ragazzi.

Il tabellino
Italia-Spagna 9-11
Italia: Del Lungo, Di Fulvio 1, Velotto, Gianazza 1, Fondelli 1, Condemi, Renzuto Iodice, Echenique 2, Presciutti 1, Bruni 1, Di Somma, Iocchi Gratta 2 (1 rig.), Nicosia. All. Campagna.
Spagna: Aguirre, Munarriz Egana 1, Granados Ortega 3, Sanahuja, De Toro Dominguez 1, Larumbe Gonfaus 2, Famera 1, Cabanas Pegado, Tahull Compte, Perrone Rocha 3, Biel Lara, Bustos Sanchez, Lorrio. All. Martin Lozano.
Arbitri: Zwart (NED) e Dervieux (FRA).
Note: parziali 0-4, 3-2, 3-3, 3-2. Espulsi per proteste nel terzo tempo Granados Ortega a 7’12” e Presciutti a 7’54”. Uscito per limite di falli Sanahuja a 1’09” del quarto tempo. Superiorità numeriche: Italia 4/9 + un rigore e Spagna 4/9. Nicosia subentra a Del Lungo dopo 1’25” del primo tempo.
Photo Credits: Giorgio Scala / DBM
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