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La presa della Mole

Senza scomodare la Bastiglia, tutt’altra cosa, assaltare un luogo simbolo durante una manifestazione diventa un gesto che non può rimanere inosservato

Quello che è successo nel centro di Torino invaso dai manifestanti ieri mattina 15 novembre durante una manifestazione pro Palestina è destinato a far discutere oltremodo.

400 studenti dopo essersi dati appuntamento alle 9.30 davanti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova animati da intenzioni bellicose, hanno forzato gli ingressi della Mole Antonelliana sicuramente poco custoditi e, violando il monumento, ne hanno preso pieno possesso indebitamente. Ma ovviamente non solo, hanno subito dopo stracciato le bandiere issate e tra queste anche il tricolore italiano, malmenato alcuni addetti e cacciato in malo modo i turisti presenti. Un blitz in piena regola dietro lo slogan “Free Palestina”

Ma è il violare il vero simbolo architettonico, nonché essenziale di Torino, che oggi ci interroga e ferisce, quasi a volerci far ribellare per difendere storia e libertà. Senza voltarsi dall’altra parte, con il rischio inquietante di occultare e derubricare questi atti in “giornate di ordinario teppismo“, mascherato da folli ideali ululati al vento.

E tra le rassicurazioni politiche e l’incubo di una recrudescenza delle incursioni di piazza rimane lo scempio della bandiera Italiana divelta e della Mole attaccata ed espugnata, con il giovane vento iracondo dei manifestanti sempre nell’aria, minaccioso e infausto. Che sembra continuamente essere pronto a ripresentarsi.

Zero Biscuit di Mauro Lama

Photo Credit by Corriere Torino

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