Psicologia e DintorniSlide-main

La nostra bussola interiore

2 minuti di lettura

Ho iniziato a viaggiare con le anime nel 1990 subito dopo la mia laurea in psicologia.

Da allora ho incontrato tanti volti, tanti disagi. Ho imparato a custodire le forze misteriose che ci abitano, a non commentare e a non giudicare. Ricordo una giovane donna di 38 anni che raccontava il suo tradimento verso il marito con un uomo “spregevole”, che la seguiva e minacciava di rivelare tutto al marito. Per riuscire a liberarsi di lui decise di cambiare addirittura lavoro.

Penso sia facile dare giudizi quando non si è coinvolti ma quando vivi l’innamoramento ogni commento è inutile. Gli innamorati vedono il mondo diversamente e quando Venere prende il sopravvento, la ragione scompare. Per questo la signora decise di rivolgersi a me per capire cosa fare. Lei non vedeva che il suo problema era sorto perché stava cercando di soffocare un aspetto di sé. Cercava di cambiare la sua vita perché non voleva più essere la donna che tradisce, non si rendeva conto che stava attuando un meccanismo distruttore di autoaggressione profonda.

Durante il percorso terapeutico comparvero attacchi di panico. Aveva paura, come se le mancasse la terra sotto i piedi. E pensava di stare male perché aveva tradito, aveva rischiato di distruggere la sua famiglia.

Chi tradisce spesso si sente in colpa, oppure si dà delle giustificazioni (marito che trascura, sentirsi spenti, infelici, ecc.) La partita dell’anima è un’altra. Cosa generava gli attacchi di panico? Forse il fatto che l’anima detesta le nostre decisioni sulle faccende affettive? O forse ancora di più detesta la soppressione delle immagini che ci riguardano.

La donna che tradisce ha lo stesso diritto di esistere della mamma e della moglie. Il panico non viene a causa del tradimento ma semplicemente perché si cerca di soffocare la parte femminile, passionale, erotica. La terapia era volta a far venire alla luce la donna appassionata. Come tutte le immagini dell’anima bisognava accoglierla.

Così le facevo immaginare Iside, l’archetipo del femminile materno ma anche dell’erotismo più intenso. Ritrovando quelle immagini il disagio svanì.

Se rinunciamo a un lato di noi è come morire. Ritrovarlo è come tornare a casa. Prendere contatto con i nostri archetipi interiori, con la nostra Venere non significa tradire per realizzare se stessi ma significa sapere che senza il fuoco dell’eros annientiamo la nostra essenza vitale.

Una vita tranquilla non va bene per chi vuole scendere nelle profondità dell’inconscio. Per ognuno di noi arriva un momento in cui dobbiamo prendere contatto con le forze misteriose che ci abitano, fra queste Eros è la più importante, magari ci porta a fare errori.

Se però ce ne prendiamo cura si comporta come una bussola che ci porta sulla giusta rotta. La strada della porta d’ingresso verso l’anima.

Maura Luperto

Articoli correlati
EconomiaSaluteSlide-mainTutela del CittadinoVenezia

Luglio rovente, per l'aria condizionata le famiglie veneziane hanno sborsato il triplo

1 minuti di lettura
Tre giornate con temperature medie di 30 gradi, cosa mai successa nello stesso periodo del 2021. Poi, 16 giorni con “massime” dai…
LifestyleSlide-mainVenetoVenezia

Miss Colà Terme 2022, due veneziane volano alla finale nazionale

1 minuti di lettura
Jesolo il 12 agosto ha ospitato la Finale Regionale di Miss Colà Terme. In palio il prestigioso titolo di “Miss Colà Terme…
IstruzioneSaluteSlide-mainVeneto

Facoltà di medicina. Zaia: “Basta numero chiuso. Tradurre il dibattito in realtà”

1 minuti di lettura
“È giusto che questo dibattito si traduca in realtà: non possiamo continuare a selezionare i nuovi medici pensando che dei ragazzi di…

    RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
    ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!